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22 dic 2021

Bresso, OpenZone avvia l'ultima fase del campus della salute con due torri per laboratori

L'area si estenderà su 37mila metri quadri tra laboratori scientifici e startup innovative

laura lana
Economia
il rendering del campus con le due nuove torri
Il rendering del campus con le due nuove torri

Bresso (Milano) - È partita l’ultima fase di OpenZone, il campus scientifico dedicato alle salute creato dal Gruppo Zambon, con la realizzazione delle due nuove torri che concluderanno il piano di sviluppo da 69 milioni di euro avviato nel 2018. Tra meno di 12 mesi, quindi, OpenZone raggiungerà una superficie di 37mila metri quadrati con la possibilità di ospitare fino a 1.200 persone.

“Stiamo lavorando per poter dare il prima possibile al territorio e all’ecosistema nazionale delle Scienze della Vita un campus con ulteriori spazi per imprese innovative di qualità, che si ritrovino in una realtà tecnologica e sostenibile che rispecchia la nostra passione per il futuro – ha dichiarato Elena Zambon, presidente del gruppo e ideatrice di OpenZone –. Un futuro ricco di opportunità e responsabilità che vogliamo condividere con tutte le imprese che hanno scelto o sceglieranno di alimentare la comunità fatta di scienziati, ricercatori e imprenditori, che ha come obiettivo quello di migliorare la vita dei pazienti”

. Sette piani per un’altezza di 45 metri la prima torre, cinque piani per 33 metri la seconda e quattro piani sottostanti per parcheggi e locali tecnici: le nuove edificazioni, che saranno inaugurate a novembre 2022, ospiteranno laboratori di ricerca tecnologicamente avanzati e spazi dedicati a iniziative imprenditoriali per startup e soluzioni innovative nel campo della salute, che si andranno ad aggiungere alle strutture già esistenti.

Oggi il campus si estende su 16.500 metri quadri di uffici e 10.500 metri quadri di laboratori. Il progetto ambisce a target tecnologici e di sostenibilità elevati e persegue obiettivi di efficienza energetica: l’anno scorso è stato concretizzato un investimento “green” da 8 milioni di euro per regolare i fabbisogni energetici di OpenZone e nel 2022, oltre alle due torri, saranno avviati un sistema di mobilità sostenibile e nuove soluzioni a kilometro zero per il food & beverage.


 

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