Il presidio dei corrieri Amazon
Il presidio dei corrieri Amazon

Milano, 15 maggio 2019 - Consegne di pacchi sette giorni su sette, driver sulle strade anche la domenica. Un altro passo verso la «liberalizzazione totale» dell’e-commerce, mentre si discute sulla proposta di legge per disciplinare gli orari degli esercizi commerciali, con una stretta sulle aperture nei giorni festivi. La strada percorsa da Amazon, con Milano e la Lombardia apripista a livello nazionale, ha provocato una dura reazione dei sindacati, che minacciano nuove «iniziative di mobilitazione a tutela dei lavoratori» dopo lo sciopero dello scorso febbraio, quando i driver hanno bloccato le consegne e si sono riuniti in presidio davanti alla sede milanese del colosso statunitense, in piazza XXV Aprile. «In rispetto a ciò che è previsto dal Contratto collettivo di lavoro nazionale e dagli accordi di secondo livello e di filiera in essere il lavoro è prestato per 5 giorni settimanali in un periodo compreso tra il lunedì e il sabato per 44 ore settimanali», si legge in una lettera che le segreterie lombarde di Filt-Cgil, Fit-Cisl e Uiltrasporti hanno inviato ad Amazon, alle società impiegate per le consegne, ad Adecco e Asso Espressi.

«L’operazione che molte aziende stanno praticando, vincolando alla proroga contrattuale a tempo determinato il lavoro la domenica, è inaccettabile - attaccano i sindacati -. L’impianto complessivo è stato promosso unilateralmente, come spesso succede in questa filiera, ed è inaccettabile che non vi siano relazioni industriali tra la committenza che opera le scelte e la rappresentanza dei lavoratori». L’obiettivo di Amazon, seguendo il modello statunitense, è quello di ridurre sempre di più i tempi di consegna, sottraendo altre quote di mercato al commercio tradizionale. Le consegne domenicali vengono incontro alle esigenze degli utenti, che in questo modo possono ricevere i prodotto acquistati quando sono a casa dal lavoro. «Tutto questo non può essere fatto sulla pelle dei lavoratori - sottolinea Emanuele Barosselli, segretario della Filt-Cgil Lombardia - con iniziative unilaterali che riducono diritti e tutele. Alcuni contratti a termine sono stati rinnovati solo dopo aver ottenuto la disponibilità al lavoro domenicale, chiesta anche per i nuovi inserimenti». Il 23 maggio è in programma un incontro tra Amazon e i sindacati, durante il quale si discuterà sui problemi di orari, carichi di lavoro e condizioni contrattuali che avevano portato allo sciopero di febbraio. Poi, a giugno, potrebbe aprirsi un nuovo fronte sul lavoro domenicale, con proteste contro le «consegne selvagge».