Valentino Piccininno e Vanessa Friuli nel loro Evasion Escape Room
Valentino Piccininno e Vanessa Friuli nel loro Evasion Escape Room

Milano, 8 ottobre 2015 - Farsi chiudere a chiave in una stanza e cercare di uscirne entro un’ora risolvendo complicati enigmi: il gioco si chiama “Escape Room” ed è l'ultima moda esplosa a Milano. Il fenomeno è nato nel 2006 a Los Angeles, di gran in voga in Spagna, in Italia è sbarcato per la prima volta a Torino. Lucchetti serrati, mappe antiche, misteriosi quadri, ordinate biblioteche, codici crittografati, chiavi nascoste: una volta accesa la luce e tolte le bende gli incauti partecipanti dovranno interrogare gli oggetti che li circondano. Ma attenzione, nella prova d’ingegno contro il tempo nessun “cervellone” si salva da solo e per uscire dalla stanza è necessario collaborare in squadra. Due il numero minimo di partecipanti, sei-sette il massimo. Senza litigare.

L'AMBIENTAZIONE - Cliniche infette, case maledette, manicomi criminali, monasteri decrepiti: la scelta è varia fra le ambientazioni da brivido. Ma c’è anche chi punta su arredi più “minimal” o contesti storici realmente esistiti: dal laboratorio chimico o fotografico alla bottega di Leonardo da Vinci per arrivare alle piramidi d’Egitto. Effetti sonori, messaggi audio e piccoli indizi ai partecipanti (a seconda del livello di difficoltà scelto), completano la scena. Il format ricorda la trama del film “Saw L’Enigmista” oppure le storie in giallo di Agatha Christie. Come un “Cluedo immersivo” Escape Room è un gioco di ruolo in prima persona, un "real game" apprezzato come passatempo da coppie e compagnie di amici oppure colleghi di lavoro per un’esperienza di “team building”.

IL GESTORE - “È divertente vedere come si ripetono le dinamiche della vita reale tra fidanzati oppure quelle di gruppo. Una figura leader emerge sempre, spesso dà l’indirizzo al gioco e spezza le idee degli altri ma non è detto la sua sia la direzione giusta”. Lo rivela Valentino Piccininno, titolare di Evasion Escape Room in via Principe Eugenio 22. “Deep Blue” è il nome della sua “room” aperta da appena due settimane e una seconda è in arrivo: “La percentuale di soluzione si aggira al 30% per ora. Spesso ad avere l’intuizione giusta sono i compagni più calmi, ma meno ascoltati”, spiega il 24enne geometra che ha intrapreso l’attività con la fidanzata Vanessa Friuli (nella foto a destra) in un ex ufficio al piano rialzato, come secondo lavoro.

SUL WEB - Vere e proprie stanze segrete, questi luoghi degli enigmi si trovano nei condomini e a differenza di normali ludoteche o locali pubblici sono poco visibili dalla strada, trovandosi in ex uffici o laboratori. Le Escape room sono anche un esempio di “smart business”: gestite spesso da giovani la comunicazione avviene soprattutto grazie al passaparola su Facebook o su Tripadvisor. I clienti prenotano da sè tramite il sito web il giorno e la data più comodi. Ma come ogni artigiano che si rispetti ognuno è gelosissimo delle proprie piccole-grandi invenzioni per rendere più intrigante il gioco che si sviluppa su livelli di difficoltà. Si pone anche una questione di sicurezza. L'accorgimento adottato da Piccinno riguarda "chiavi d'emergenza all'interno della stanza, cartelli per vie di fuga, estintori, telecamere di videosorveglianza e la firma di una dichiarazione di buona salute prima di iniziare il gioco".

IL BOOM - La concorrenza è già spietata: “Non c’è molto scambio di informazioni fra addetti ai lavori e può capitare che 'competitor' di altre Escape room si fingano clienti per rubare segreti o trucchi – spiega Piccininno -. Spero che ognuno faccia del proprio meglio per mantenere alto il livello del gioco. Questo significa invogliare i clienti a ripetere l’esperienza sperimentando nuove e diverse Escape room in una logica di circuito nella città di Milano”. 
Spesso il prezzo per un'ora di gioco è fisso ma la quota varia dai 13 ai 30 euro a persona, a seconda del numero dei partecipanti. Oltre Evasion sono ben dieci le Escape Room già aperte a Milano: Clues Hunt (via Galeno 27), Effugio (viale Monza 169), Enigma Room (via Montecuccoli 29), Get me out (via Balduccio da Pisa 7A), Intrappola.to (via Sammartini 37), Leonardo’s Room (via Bandello 3), Mind Puzzle (via Lanzone, 23), Secret Rooms (via Boscovich 48), The Impossible Society (corso di Porta Ticinese 107), The X-Door (via Broggi 8), Trap Milano (via Ressi, 23).
daniele.monaco@ilgiorno.net