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20 feb 2016

Morto Umberto Eco, addio allo scrittore innamorato di Milano

Il saluto di Pisapia: "Milano senza di te è triste e più povera. Ma Milano è orgogliosa di essere la tua amata città".

FOTO - Milano dice addio a Umberto Eco / La casa di Eco in piazza Castello

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Umberto Eco al liceo Parini di Milano (Newpress)

Milano, 20 febbraio 2016 - Milano dice addio allo scrittore e filosofo italiano Umberto Eco, autore di best-seller come "Il nome della Rosa". Eco è morto nella notte di venerdì nella sua abitazione a Milano (FOTOGALLERY). Lo ha annunciato la famiglia. Aveva 84 anni, si è spento dopo aver combattuto contro un cancro. Piemontese di Alessandria, nato il 5 gennaio 1932, Eco era milanese d'adozione. Lascia la moglie Renate Ramge Eco (nella foto con la figlia Carlotta), insegnante d'arte tedesca, e due figli. Umberto Eco verrà commemorato proprio a Milano, sua città d'adozione. L'ultimo saluto al celebre scrittore si terrà martedì pomeriggio alle 15 in forma laica al Castello Sforzesco di Milano. Lo ha annunciato il suo curatore editoriale, Mario Andreose, uscendo dalla casa milanese, dopo aver fatto visita ai familiari.  

Non è solo il grande scrittore e uomo di cultura quello che è stato ricordato oggi dalla storico curatore editoriale,ma soprattutto l'amico, l'uomo Umberto Eco, quello "che era molto legato a Milano, dove andava in giro con i nipotini a fargli vedere i Navigli o la chiesa di San Bernardino". In quella che era la sua città di adozione, dove si era trasferito da Torino. Uno tra i primi programmisti Rai a vincere un concorso, Eco "era presidente dei bibliofili milanesi, amava frequentare le biblioteche e la
domenica passeggiava tra i mercatini artigiani di piazza Cordusio" (Il ricordo della Biblioteca Sormani)

ECO E MILANO - Un legame profondo e viscerale quello che legava Umberto Eco a Milano. Tanto che proprio al capoluogo meneghino aveva dedidato il suo ultimo romanzo, "Numero Zero", edito per Bompiani nel gennaio 2015. Scrittore, semiologo, filosofo, intellettuale impegnato anche nella vita pubblica con prese di posizione nette anche sull'attualità politica, arrivò a Milano negli anni Cinquanta. E proprio la Milano di un tempo Eco la citò festeggiando la vittoria di Giuliano Pisapia alle comunali del 2011. Intervenendo dal palco di piazza Duomo, l'intellettuale disse: "Finalmente sull'orlo degli 80 anni ritrovo la Milano di un tempo, grazie a voi". Tra gli ultimi interventi pubblici quello a Expo, dove intervenne al Emberto Eco (Alive)summit dei ministri della Cultura, e in occasione anche della visita del presidente francesce Francoise Hollande.

Negli anni, l'impegno per l'istituzione della Giornata dei Giusti, che prese forza proprio da Milano con l'adesione di numerose personalità; quello con Libertà e Giustizia, ma anche i giudizi sulle scelte urbanistiche ed architettoniche, come quando commentando il 'grattacielo storto' di Libeskind a Citylife, disse " Milano è piena di gente che ha il membro storto, vuol dire che prenderà il viagra". Eco criticò anche, per esempio, l'illiminazione del Castello, nel 2006, allora oggetto di diversi giudizi, bocciando il gioco di luci e ombre realizzato dai fari lungo i merli e sulle torri. "Le luci mettono in evidenza le parti false e non quelle originali - disse all'allora assessore alla Cultura Vittorio Sgarbi -. La parte bassa, quella nei pressi del fossato, è molto più bella. Le luci sbagliate vanno cambiate". Allora, Sgarbi, convenendo con Eco, promise il ripensamento dell'illuminazione.Umberto Eco (Newpress)

PISAPIA: ADDIO AL MAESTRO INNAMORATO DI MILANO - Milano "è triste e più povera" ha commentato il sindaco Giuliano Pisapia su Facebook in un post sullo scrittore e studioso appena morto. "Addio maestro e amico, genio del sapere innamorato di  Milano - ha scritto - uomo di sterminata cultura e di grande passione politica. Milano senza di te è triste e più povera. Ma Milano è orgogliosa di essere la tua amata città". "Averti vicino in questi anni - ha concluso - è stato un grande privilegio"

Addio maestro e amico, genio del sapere innamorato di Milano, uomo di sterminata cultura e di grande passione politica....

Pubblicato da Giuliano Pisapia Sindaco X Milano su  Sabato 20 febbraio 2016

 

"Eco scelse da ragazzo di vivere e lavorare a Milano - ha sottolineato Pisapia -  la nostra città è stata protagonista dei suoi saggi e dei suoi romanzi, è sempre stato interessato alla vita di Milano, alla sua vita culturale, alle sue istituzioni, ai tutti i suoi quartieri. Anche per questo Milano ricorderà Umberto Eco come merita uno straordinario intellettuale che ha lasciato un'impronta indelebile nella storia del nostro Paese e di tutta la cultura contemporanea".

L'OMAGGIO DELLA POLITICA - "A me piaceva molto Il nome della rosa, ma ho letto che lo riteneva il suo peggior libro. Ci sono rimasto male! Comunque Eco è una grande persona. Mi unisco ai commenti degli altri": queste le parole del leader della Lega Matteo Salvini lasciando la Biblioteca Sormani dove è in corso un incontro organizzato dal partito e ricordando Umberto Eco. "Con la scomparsa di Umberto Eco la cultura perde uno dei suoi più grandi testimoni, una delle personalità più conosciute e apprezzate in tutto il mondo, da diverse generazioni, anche grazie al suo celebre capolavoro 'Il nome della rosa'" ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. E' arrivato anche l'omaggio di Sala, Parisi, Passera candidati sindaco di Milano. "Ciao Umberto, grazie per tutto quello che ci hai donato, per le tue parole, che oggi più che mai diventano immortali" ha scritto sulla pagina Facebook Giuseppe Sala. Stefano Parisi, sempre sul social network, ha invece commentato: "Umberto Eco è un grande milanese. La sua opera continuerà per sempre a onorare l'Italia e la nostra Milano". Corrado Passera su Twitter ha scritto: "Un genio non scompare mai. Grazie, Umberto, per aver reso possibile un grande sogno: Encyclomedia".

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