Saioa Hernández nei panni di Floria Tosca
Saioa Hernández nei panni di Floria Tosca

Milano, 7 gennaio 2020 - Arrivederci Saioa . La protagonista di "Tosca" lascia il Teatro la Scala ma solo per poco, sarà Amelia nel "Ballo in maschera" di Giuseppe Verdi diretta da Zubin Mehta e nel ruolo del titolo "Gioconda" di Amilcare Ponchielli, sotta la direzione di Adam Fisher. Un nome musicale, Saioa Hernandez, che si è rivelato foriero del suo avvenire: oggi il soprano spagnolo è fra le cantanti internazionali più amate e richieste. Domani sera ultima rappresentazione del capolavoro di Giacomo Puccini, poi l’artista riprenderà le vesti di Floria Tosca per la tournée scaligera.

Si aspettava questo grande successo?
"Sono una persona consapevole, durante le prove m’impegno tantissimo, cerco di arrivare al pubblico, a volte non accade, altre, invece, gli spettatori hanno reazioni sorprendenti, com’è accaduto lo scorso anno per Attila. Al Piermarini la preparazione è alta, siamo circondati da maestri, pianisti, che ci aiutano ogni giorno".
Cosa crede di aver ricevuto dalla Scala?
"Cantare qui è un immane regalo che la vita mi ha fatto. Prima del 2018 non avevo mai partecipato ad audizioni scaligere, mi sembrava un posto irraggiungibile, invece dopo avermi ascoltata il maestro Chailly mi ha chiamata per il ruolo di Odabella e quest’anno per tre nuove produzioni".
E da Milano?
"Tanto. Io e mio marito, Francesco Pio Galasso, qui ci troviamo a nostro agio, il centro storico è bellissimo; con Giulietta, la mia cagnolina, amo passeggiare al Castello e al parco Sempione. Viviamo a Madrid ma lavoriamo prevalentemente in Italia, ci piacerebbe avere dei figli, per questo pensiamo di trasferirci, i piccoli non possono essere sempre in viaggio. Adoro il quartiere di Brera ma è impossibile acquistare un appartamento, i pochi in vendita sono troppo cari".
Quando è in Italia cosa le manca maggiormente della Spagna? E viceversa?
"Le zuppe, il prosciutto iberico, anche se la cucina italiana mi piace molto. Il clima secco, a Milano è umido. A Madrid mi mancano gli italiani, il calore delle persone, la grande umanità. La gente che incontro in Italia è sincera, non avverto mai in nessuno quel sottile senso d’invidia che esiste spesso negli spagnoli, non è un caso che il mio grande amore sia pugliese".
Ha sposato un tenore. Cosa significa condividere l’amore per la musica?
"È il nostro quotidiano, vive con noi, è la nostra migliore amica. Amiamo ogni genere, non solo l’opera, la ascoltiamo sempre. Attraverso la musica ci siamo incontrati, eravamo entrambi nel coro di una piccola produzione de La Traviata in Francia. Allora non pensavo nemmeno di diventare un soprano, mi bastava così, insegnavo musica nelle scuole, avevo un posto fisso e partecipavo a un coro per divertirmi. Cantando in costume ho capito che la lirica è straordinaria, ho lasciato tutto. Oggi Francesco è mio marito e il mio maestro".
Le è rimasto un sogno?
"Poter vivere fra i miei due Paesi, avere un bambino. Sarebbe bello, per me, debuttare in altri teatri, scoprire nuovi ruoli, incidere un album con le arie che preferisco".