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24 mag 2022

Rossella Brescia al teatro Manzoni stasera e domani: "Ogni donna è Carmen"

Avvenente, ma soprattutto libera nelle sue idee, preferisce la morte alla vita senza sogni che le offre Don José, come in un matrimonio stanco

24 mag 2022
elisa guzzo vaccarino
Cultura
Rossella Brescia sul palcoscenico della Carmen
Rossella Brescia sul palcoscenico della Carmen
Rossella Brescia sul palcoscenico della Carmen
Rossella Brescia sul palcoscenico della Carmen

Milano - Carmen è la donna che ogni uomo vorrebbe incontrare, anche se sull’altalena tra passione e morte. Ogni volta che Carmen fa capolino in teatro, l’attenzione si risveglia. Tanto più se la protagonista è donna di spettacolo a tutto tondo, ben nota in scena e sullo schermo. Stasera e domani il Teatro Manzoni ospita una “Carmen" firmata da Luciano Cannito su misura per Rossella Brescia, nata a Martina Franca nel 1971, approdata al successo in tv con un padrino come Pippo Baudo nel 1992, per continuare accanto a Jerry Scotti, Lino Banfi e Maria De Filippi. Tra i talent show e il Bagaglino, intanto si era diplomata all’Accademia Nazionale di Danza: ballerina, attrice, modella per un calendario con foto nude di Fabrizio Ferri. Su Rai Play Rossella è ora con Neri Marcoré come bizzara agente del “Santone”-Osho.
Ci sono tutti i presupposti per incuriosirsi su questa “Carmen” speciale, che aggiorna il racconto: lei è la bella profuga in un gruppo di migranti che sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante, sfruttati dallo scafista Escamillo e braccati dalle forze dell’ordine comandate dal severo maresciallo dei Carabinieri Don José.
Ogni donna in ogni tempo è un po’ Carmen: questa versione attualizzata che tipo di Carmen mette in campo?
“È vero; tutte siamo Carmen; la mia è certo una Carmen avvenente, ma soprattutto è libera nelle sue idee e non ha paura neanche della morte; preferisce la morte alla vita senza sogni che le offre Don José, come in un matrimonio stanco. Questo mi piace”.
Quando è nata l’ispirazione per questo remake ad hoc tra amore e dramma, creato dal suo compagno-coreografo Cannito?
“In realtà questa Carmen ha 15 anni ormai; il sottotitolo è ‘una storia mediterranea’, perché si parla delle persone che cercano un posto dove poter vivere con i propri diritti riconosciuti, anche alla felicità. E tutto questo continua anche oggi”.
La musica ottocentesca di Georges Bizet funziona anche adesso? C’è anche un sonoro odierno aggiuntivo?
“C’è della musica di Marco Schiavoni, che accompagna il monologo dell’attore Massimo Zanola-Don José, il quale racconta ciò che gli è successo dall’incontro con Carmen fino all’uccisione passionale di lei; una vicenda che somiglia a tanti femminicidi. Amilcar Moret-Don José ballerino, cubano, figlio d’arte, mette la giusta sensualità nel ruolo”.
A completare il cast i solisti della Roma City Ballet Company di Cannito.

Altre informazioni su www.teatromanzoni.it

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