Margherita Sarfatti

Milano, 16 agosto 2018 - Preparatevi ad un rientro, a settembre, ad alto tasso... artistico. Il museo del Novecento prosegue nell’esplorazione dell’universo femminile con un importante progetto espositivo dedicato a Margherita Sarfatti (Margherita Sarfatti. Segni, colori e Luci a Milano. 21 settembre-24 febbraio 2019), in collaborazione con il Mart di Rovereto.

Scrittrice, giornalista, critica d’arte e promotrice della cultura italiana, nota anche per la sua relazione con Benito Mussolini, Sarfatti, nata Grassini, è stata una delle maggiori figure di spicco della storia del XX secolo. Le dedicano due grandi mostre, autonome e complementari (stesso periodo, al Mart più internazionale, si avvale dei preziosi documenti del Fondo Sarfatti), accompagnate dalla produzione di un ricco catalogo edito da Electa. Un ideale passaggio di testimone fra la bella mostra di Giosetta Fioroni al museo del ’900 (artista vivente) e la Sarfatti. Tutto nell’ambito del ricco e articolato palinsesto sul Novecento firmato dall’assessorato alla Cultura di Milano. Che appunto promuove anche questa mostra con Electa, a cura di Anna Maria Montaldo e Danka Giacon con la collaborazione di Antonello Negri, allestita con la regia dello Studio Mario Bellini Architects.

Il visitatore si immerge nel tour seguendo un racconto che parte dalle vicende private e pubbliche di Margherita, attraverso 90 opere circa dei protagonisti del movimento artistico Novecento Italiano, di cui la Sarfatti è l’anima critica. Dipinti e sculture di 40 artisti tra cui Boccioni, Borra, Bucci, de Chirico, Dudreville, Funi, Malerba, Sironi e Wildt vengono contestualizzati da filmati e fotografie, lettere, inviti ai vernissage, libri d’epoca, e anche abiti, vetri e arredi, con un approfondimento da più prospettive sulla Milano degli anni Dieci e Venti nel XX secolo. Con lei, personaggio femminile di spicco ancora troppo poco noto, sarà possibile approfondire la Milano di quegli anni. La sua casa milanese (negli anni ‘20) divenne luogo di incontro dei maggiori artisti e intellettuali dell’epoca: qui nacque nel 1922 il cosiddetto “Gruppo del Novecento” a cui aderirono artisti come Mario Sironi, Achille Funi, Piero Marussig, Malerba e Oppi che desideravano andare oltre l’eredità lasciata dall’Avanguardia futurista ristabilendo in campo artistico il ritorno “all’ordine e alla figurazione“. Infine Palazzo Reale: a trent’anni dall’ultima rassegna dedica a Carlo Carrà una delle più grandi mostre del prossimo autunno in Italia.