Legnano, 31 agosto 2018 -  «Siamo io e te, tre metri in fuorigioco. Scusa se ti chiamo errore. Mangiamo la pizza all’ananas davanti alla tv del dolore, siamo una generazione senza pensione”. Torna Lo Stato Sociale con la sua voglia di spiazzare e lo fa con “Il paese dell’amore”, il nuovo pezzo presentato in anteprima ieri sera su Fox Tv. «È la sigla di “Romolo + Giuly - La guerra mondiale italiana”, una serie tv in visione da ottobre. Si tratta di una produzione congiunta di Fox e Wild Side, la casa di produzione di “The young pope” e “Il miracolo”, spiega Alberto “Albi” Cazzola nell’attesa di affrontare domani sera con Lodovico “Lodo” Guenzi, Alberto “Bebo” Guidetti, Enrico “Carota” Roberto e Francesco “Checco” Draicchio il popolo del District Festival di Legnano.

Moccia permettendo, farete “Il paese dell’amore” dal vivo?

«A noi diverte molto, ma non la eseguiremo in questo tour perché dovremmo chiuderci in studio a provare, mentre ora vogliamo soltanto andarcene in giro a suonare».

Il concerto è lo stesso visto a giugno al Carroponte?

«Quello di Sesto San Giovanni era un concerto speciale da più di due ore, mentre a Legnano proponiamo un repertorio un po’ più compatto, un’ora e mezza-un’ora e quaranta».

Solo brani vostri o pure cover?

«Di solito sono solo nostri, anche se ogni tanto qualcuno, al momento di andare in scena è colto da folgorazione e propone d’inserire qualche omaggio».

Cos’è cambiato dopo Sanremo?

«La gente per strada ci riconosce un po’ di più e ci associa subito alla vita in vacanza e alla vecchia che balla».

Il più riconoscibile è Lodo perché il cantante è sempre il cantante.

«Be’, effettivamente a Sanremo il “frontman” era lui. In concerto, invece, ci alterniamo un po’ tutti lì davanti».

Come ha reagito il mondo dell’indie, alla vostra scelta sanremese?

«Al momento dell’annuncio, con una certa diffidenza. Poi, una volta sentita la canzone e vista l’esibizione, l’atteggiamento è cambiato».

E adesso?

«Abbiamo “Andrea”, una graphic novel disegnata da Luca Genovese, in uscita ad ottobre per Feltrinelli Comics, di cui abbiamo curato la scrittura. Poi stiamo lavorando ad altri pezzi, mentre io ho in gestazione il mio secondo romanzo».

Ma Sanremo lo rifareste?

«Certo che sì. Ma non credo la prossima edizione perché nessuna delle nuove canzoni ci sembra, al momento, adatta al palco dell’Ariston».