Una delle immagini in mostra a "La Grande Madre" a Palazzo Reale
Una delle immagini in mostra a "La Grande Madre" a Palazzo Reale

Milano, 25 agosto 2015 - Sarà aperta da mercoledì 26 agosto fino al 15 novembre "La Grande Madre", una mostra non solo come riflessione sulla maternità, ma anche sulla donna e sulle sue evoluzioniPresentata oggi a Palazzo Reale, è una complessa indagine sul potere della donna, dal potere generativo della madre, al potere negato al sesso femminile, fino a quello conquistato dalle donne.

La mostra si compone di quattrocento opere, tra pittura, disegno, scultura, fotografia, video-arte e molto altro, provenienti da una ventina di musei internazionali, 139 tra artisti, scrittori, registi internazionali, documenti, costituiscono quello che Domenico Piraina, Direttore di Palazzo Reale, ha definito "un progetto espositivo complesso e articolato, colto ed enciclopedico, che temporalmente abbraccia tutto il Novecento e che spazialmente si riferisce al mondo europeo e americano, con una forte valenza interdisciplinare perché si snoda tra arte, cultura visiva, antropologia, psicoanalisi, sociologia e filosofia".

La mostra è uno dei capitoli di ExpoinCittà ed è stata ideata e prodotta dalla Fondazione Nicola Trussardi insieme a Palazzo Reale e con il sostegno di BNL Gruppo BNP Paribas e curata da Massimiliano Gioni, direttore della Fondazione"Esito di un dialogo profondo e proficuo tra Amministrazione Pubblica e un soggetto privato, la Fondazione Trussardi - ha detto l'assessore alla Cultura Filippo del Corno - costituisce un elemento importante di dibattito e dialogo connesso ai temi dell'esposizione universale, l'atto di generare, il dare vita, il nutrire". 

Questo progetto, ha aggiunto Piraina, dialoga con "un altro grandioso progetto"L'Altra metà dell'Avanguardia", che nel 1980 vide la luce a Palazzo Reale grazie alla curatrice Lea Vergine e che ebbe il merito storico di evidenziare il ruolo delle artiste nei movimenti d'avanguardia nella prima metà del '900, aspetto che era completamente marginalizzato, se non del tutto oscurato: a distanza di quasi quarant'anni vengono ripresi i fili di quella esperienza". Questo progetto ha l'ambizione di "segnare la cultura italiana"secondo Del Corno, che ha sottolineato come sia importante l'attitudine divulgativa della mostra, che fornirà ai suoi visitatori brochure gratuite, guide e un largo ventaglio di proposte didattiche. "Non si tratta soltanto di opere di straordinario lavoro artistico - ha detto - ma di un modo per svegliare le coscienze".

L'obiettivo è "portare l'arte nella quotidianità di tutti i cittadini perché sia modello di coesistenza", ha aggiunto Beatrice Trussardi, presidente della Fondazione Trussardi. Il curatore Massimiliano Gioni, in collegamento Skype da New York, dove da pochissimi giorni è diventato padre, ha spiegato come La Grande Madre parli della relazione tra sessi, generi sessuali e desideri, del rapporto tra le donne e il potere nel corso del 900, quando tutte le democrazie occidentali rifiutano le donne e il diritto al voto. "Il periodo passato nel grembo della donna, come scrisse Adrienne Rich, è l'unica esperienza condivisa universalmente da uomini e donne". Gioni ha spiegato gli snodi più importanti della mostra che parte dagli anni precedenti al 1900, "anno in cui "L'interpretazione dei sogni" di Sigmund Freud trasforma completamente la percezione delle relazioni tra madri e figli e mostra la famiglia come un covo di tensioni e desideri repressi: è una mostra che guarda anche alla psicoanalisi e a come la maternità è stata percepita nell'inconscio".

Si va poi avanti nel tempo, con Futurismo, Dadaismo e Surrealismo: "Emergono temi quali il contrasto tra innovazione e tradizione, come si vede in Boccioni, si trattano gli sconti e i dibattiti tra artiste e artisti. Nel Surrealismo la donna è concepita come musa e porta d'ingresso per l'inconscio e lei stessa trova nuovi strumenti per la propria emancipazione". Non mancano le "storie drammatiche di molte artiste che devono scegliere la carriera alla famiglia o lavorano alle arti minori perché le maggiori sono ancora riservate agli uomini". Una parte è dedicata alle madri di guerra e totalitarismo, "alla madre patria e ai padri padroni", come nemmeno una riflessione sullo spazio domestico, ambivalente nel suo essere "spazio di repressione oppure di ritiro in un rapporto idilliaco coi propri figli, soprattutto dal secondo Novecento in poi ".

Con gli anni '90 emerge una nuova concezione del femminismo "che non esclude anche l'utilizzo di strumenti di seduzione, prima negati, e una rinnovata carica di rabbia e di ruvidità, con le cattive ragazze e le Riot girls", fino all'estetica postuma in cui tecnologia e biologia trovano una combinazione. Infine, una piccola stanza è dedicata alla perdita e all'assenza della madre, attraverso soprattutto la fotografia, "intimamente legata al ricordo delle persone che amiamo e in particolare della madre". Questa mostra è stata dunque costruita come "una sorta di grande album di famiglia, in cui, visitandolo, bisogna accompagnare la lettura: tanti individui rivelano le loro storie, che si intrecciano alla Storia del '900vista attraverso tante avventure di diverse persone. Immaginate la storia dell'arte non solo come scontro tra generazioni, ma come una storia di sorellanza, di simpatie che si rincorrono attraverso gli anni". In occasione della mostra, in una delle sale si terrà anche la performance "Teaching to Walk", dell'artista Roman Ondak, in cui ai bambini di sesso maschile, dagli 8 ai 12 mesi verrà insegnato a camminare, fino al 5 novembre. Insieme, una "call" via Instagram, ispirata alla performance, in cui le madri potranno condividere i primi passi del proprio bambino verso l'indipendenza, grazie all'hashtag #TeachingToWalk.