Filago (Bergamo), 2 agosto 2018 - Cambiano le geografie. Ma solo d’estate. Che a Milano, in agosto, non sai dove sbattere la testa mentre come fosse un romanzo di fantascienza, paesini della provincia divengono piccole capitali dello spettacolo. Almeno per qualche giorno. Si veda Filago, tremila anime in bilico fra Bergamo e Trezzo: fino al 2003 si andava da quelle parti solo per il Castello di Marne (specie se qualche amico decideva di sposarsi alla grande); ora è decisamente più interessante l’area polifunzionale, di nuovo allestita per ospitare la sedicesima edizione del Filagosto Festival. Tutte le migliori realtà del panorama indie italiano sono passate da queste parti. A conferma del prezioso lavoro di Filagiovani, associazione no-profit composta da un’ottantina di soci-volontari che ogni anno con una parte del ricavato si autofinanzia l’edizione successiva, destinando il resto a sostegno di iniziative sociali del territorio e a progetti internazionali. Complimenti. Gusto eterogeneo e orizzonte internazionale si riflettono sul palco di via Locatelli. Dove nei primi due giorni si sono alternati Willie Peyote e Lo Stato Sociale, prezzemolini militanti dell’estate italiana. 

La giornata più attesa è però quella di sabato, con la seconda edizione di “Metal for Emergency”, sorta di festival nel festival che vede in cartellone cinque band internazionali, in scena dalle 18. È il momento di rispolverare i jeans neri attillati e sciogliere i capelli lunghi, gli headliner di quest’anno vanno accolti secondo tradizione visto che si parla dei Sepultura, guru brasiliani del thrash metal. Che forse non saranno più quelli Anni Novanta di “Roots”, con il grande Max Cavalera, album storico che nel 1996 riuscì a vendere un milione di copie, divenendo disco d’oro in ben sette paesi nel mondo; ma dal vivo rimangono un concentrato di tecnica e potenza, guidati ora da Derrick Green. Prima di loro Bulldozer, Sailing to Nowhere, Skeletoon e Waves in Autumn.  La programmazione di stasera è invece dedicata al reggae, con in apertura i New Kingston da Brooklyn e alle 22 i californiani Groundation. Venerdì fa piacere ritrovare Colapesce, anticipato da La Municipàl. Domenica si chiude nuovamente col reggae ma questa volta all’italiana, grazie ai Mellow Mood, da una dozzina d’anni maestri friulani del genere.