Milano, 1 maggio 2015 - Grande parterre di ospiti alla Scala per la grande prima della Turandot in occasione dell’inaugurazione di ExpoIl maestro Riccardo Chailly, neodirettore principale della Scala, ha esordito con successo di pubblico sul podio alla guida dell'orchestra e del coro scaligeri. Al termine lunghi applausi del pubblico hanno coronato la rappresentazione, che era stata introdotta dall'Inno di Mameli. L'ovazione è durata per ben 10 minuti. In particolare, si è rivolta alla protagonista, Nina Stemme, e ancor di piu' per Maria Agresta nei panni di Liu', mentre i battiti delle mani hanno solo parzialmente coperto qualche 'buuu' indirizzato dal loggione ad Aleksadrs Antonenko, che ha interpretato il principe Calaf. Coro di consensi per il maestro Riccardo Chailly, da questa sera direttore principale del Piermarini. Per Turandot e' stato un ritorno alla Scala, a 89 anni esatti dalla 'prima' diretta il 25 aprile 1926 da Arturo Toscanini; una novita', per il teatro, la scelta del finale scritto da Luciano Berio nel 2001 per l'opera incompiuta di Puccini. Il Piermarini ha inaugurato così una 'stagione nella stagione', che lo terra' aperto ogni giorno per celebrare l'Expo con 122 spettacoli d'opera, 62 balletti e 90 concerti.

GLI OSPITI - Fra i primissimi ad arrivare nel teatro il presidente della Rai, Anna Maria Tarantola e la giurista Livia Pomodoro. A seguire il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano con la moglie Clio, accolti all'ingresso del Piermarini dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia. "Queste blindature purtroppo sono una necessità ma l’inaugurazione di oggi è stata straordinaria", ha dichiarato Napolitano. All'ex presidente della Repubblica è stato chiesto se sia il caso di avere paura per questi facinorosi: «ci mancherebbe altro - ha risposto - abbiamo visto di peggio». 

Poco prima delle 20 hanno fatto il loro ingresso anche il premier Matteo Renzi insieme alla moglie Agnese. La coppia - lui in smoking, lei in abito lungo nero plissè con guanti neri - era accompagnata dalla figlioletta Ester, Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, alla Scalavestita in abito bianco con gonna in tulle. Nel pomeriggio il presidente del Consiglio aveva lasciato la sede di Expo, dopo aver partecipato alla cerimonia inaugurale (VIDEO) e aver visitato alcuni padiglioni. Nutrito il parterre di vip: tra gli altri è arrivato anche lo stilista Giorgio Armani, Barbara Berlusconi, l’ex premier Mario Monti, il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni, il ministro dell'Istruzione Stefania GianniniAlla serata anche il commissario unico di Expo Giuseppe Sala: "Rimane una festa rovinata, è un peccato in un momento come questo con tutto il Paese raccolto intorno ad Expo», ha commentato riferendosi ai violenti scontri che si sono verificati in città.  

PISAPIA - Il sindaco di Milano Giuliano Pisapia ha lasciato la Scala poco dopo l’inizio del primo atto di Turandot. Lo stesso ha fatto il prefetto Francesco Paolo Tronca per recarsi a a palazzo Marino dove si svolge una riunione con il vicesindaco Ada Lucia De Cesaris, l’assessore alla Sicurezza Marco Granelli, quello ai Trasporti Pier Francesco Maiorino e alle Politiche sociali Pier Francesco Maran per verificare lo stato delle cose dopo i danni di oggi. Gli assessori hanno infatti fatto un sopralluogo dove sono avvenuti gli scontri. Il Comune di Milano si costituirà «parte civile visto che sono state fermate, e spero arrestate, delle persone», ha spiegato Pisapia rientrando alla Scala dopo la riunione con alcuni assessori a Palazzo Marino. 

TIMORE SCONTRI - Nel tardo pomeriggio Piazza Scala è stata completamente chiusa dalle forze dell’ordine. Sono stati fatti allontanare anche gli ultimi turisti rimasti davanti a Palazzo Marino, mentre l’area davanti al Teatro è stata completamente transennata. L'area che circonda il teatro milanese è blindatissima. Le vie limitrofe sono tenute sotto stretto controllo dalle forze dell'ordine che hanno rafforzato il cordone di sicurezza con i mezzi blindati.

Chiuse al traffico via Verdi, parte di via Manzoni e corso Matteotti, decine di camionette di polizia e carabinieri presidiano il teatro, dove ad assistere alla prima sono presenti rappresentanti di istituzioni e mondo economico. Dopo gli scontri del pomeriggio, il timore è infatti che la protesta si possa riversare davanti al Piermarini. Un simile schieramento non si era mai visto neppure in occasione delle tradizionalmente ‘movimentate’ prime del 7 dicembre (FOTO).

Il Teatro alla ScalaIn serata, si è anche diffuso un "falso allarme" sull'avvicinarsi di un centinaio di manifestanti violenti verso il Teatro alla Scala. A smentire l'allerta è stato lo stesso Pisapia, rispondendo alle voci. "Pare che sia stato un falso allarme - ha detto -, sembra che le persone che credevamo in arrivo non abbiamo a che fare con manifestanti violenti", ha aggiunto il sindaco di Milano, rientrato nel foyer del Piermarini.

IL TOUR DI RENZI - Nella breve pausa caffe' tra il primo e il secondo atto della 'Turandot' il presidente del consiglio, Matteo Renzi, ha ricevuto i saluti e i complimenti di Carla Fracci. "Ci conosciamo da anni, da quando era alla Provincia a Firenze, l'ho voluto salutare perche' non lo vedevo da tempo", ha spiegato l'etoile, rientrando nel suo palco alla Scala. "Gli ho fatto i complimenti per il bellissimo discorso di questa mattina all'inaugurazione - ha raccontato ancora - e gli ho fatto anche un grande in bocca al lupo perche' la situazione oggi non e' per niente facile. E lui mi ha risposto 'noi andiamo avanti". Durante il secondo intervallo poi, Renzi si e' recato anche nei camerini del Teatro per salutare Riccardo Chailly, al debutto come direttore principale, durante il secondo intervallo della 'Turandot'. Il premier era accompagnato dalla moglie e dalla figlia, dal sindaco di Milano Giuliano Pisapia e consorte, oltre al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini e da Vittorio Sgarbi. Presente anche il governatore lombardo, Roberto Maroni. Il premier ha lasciato il teatro intorno alle 23.30. Prima di lui aveva lasciato il teatro il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano che ha definito l'opera "stupenda". Giudizio positivo sullo spettacolo anche dal governatore lombardo Roberto Maroni.