Il drammaturgo, regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, 55 anni
Il drammaturgo, regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, 55 anni

Milano, 28 marzo 2020 - Una parola al giorno per trenta giorni, un mese di riflessioni e pensieri che andranno a costruire una "letteratura del ricordo". È l’invito che Massimiliano Finazzer Flory, regista e attore teatrale, lancia ai lettori in collaborazione con Il Giorno. Il drammaturgo propone una parola di stretta attualità legata al Covid-19, invitando i lettori a scrivere un breve pensiero (600-700 battute) in merito. Le riflessioni, da inviare all’indirizzo mail redazione.internet@ilgiorno.net, saranno pubblicate online e contribuiranno a costruire una memoria collettiva di com’erano la Lombardia e l’Italia ai tempi del coronavirus, accanto ai contributi che di giorno in giorno manderanno alcuni personaggi della cultura e dello spettacolo.

La parola odierna è SURREALE. Fino ad ora hanno scritto per noi:Giorgio Armani, Andrea Bocelli, Salvatore Veca, Ornella Vanoni, Dan Peterson, Antonella Boralevi, Quirino Principe, Gabriele Lavia, Laura Valente, Maria Rita Parsi, Gianni Canova, Gianni Quillico, Silvia Pascale, Stefano Bruno Galli, Edoardo Zanon, Fabio Scotto, Gilda Bojardi, Ico Migliore, Marconcini Alberto, Roberta Pelachin, Rosario Pavia, Ettore Messina, Giovanni Gastel, Edoardo Boncinelli, Giulia Carli, Pino Farinotti, Stefano Boldorini, Alberto Mattioli, Alberto Uva, Alessandra Miorin, Roberto Cacciapaglia, Sabrina Sigon, Angelo Argento, Anna Maria Cisint, Ilaria Guidantoni, Ivano Giulio Parasacco, Lavinia Colonna Preti, Letizia Moratti, Massimo G. Cerutti, Paolo Del Brocco, Pierluigi Biondi, Jacopo Rampini, Roberto Zecchino, Carlo Robiglio, Salvatore Carrubba, Corrado Sforza Fogliani, Giulio Giorello, Lorenzo Maggi, Alessandro Daniele, Alberto Mingardi, Monica Stefinlongo, Cesare Balbo, Elena D'Incerti, Giuseppe Mojana, Giulia Malaspina, Marco Nereo Rotelli, Michela Lucenti, Silvano Petrosino, Alessandra Marzari, Ariane,
Deborah Cocco, Filippo Del Corno, Michele, Alessandro Pancotti, Maria Giulia Comolli, Franco Masanti, Alessandro Gabrielli, Girolamo Sirchia, Santo Rullo, Alessandro Daniele, Dori Ghezzi, Katia da Ros, Antonio Francesco Pollice, Maria Pia Ciaccio, Red Canzian, Cristina Veronese, Barbara Dei Rossi, Paolo Coppo, Carolina Labadini Mosti, Spartaco Rizzo, Roberta Usardi, Claudio Formisano, Roberto Rinaldi, Alberto Marconcini, Ilaria Massi, Giuseppe, studente di filosofia all'università Vita-Salute San Raffaele, Cristina Settanni, Cristina Salvador, Carmen, Alex Salmini, Eugenio Astorino Tutoli, Sofia Aloi, Lory, Cristina Barletta, Rosanna Calò, Graziano Camanzi, Raffaella, Miriam Merlo, Clara Canna, Riccardo, Fabrizio Gramigni, Luciano Vacca, Giorgio Piccaia, Giorgio Pittore.

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Surreale. Sono giorni, ormai settimane – abbiamo perso la percezione del tempo – che descrivo questo momento condiviso che stiamo passando come “surreale”. Nessun altro termine poteva calzare meglio. Surreale è qualcosa dell’altro mondo. Surreale è un aggettivo che non aderisce alla realtà. E, in questo caso, la nostra realtà non aderisce più quella fissata dentro agli schemi a cui eravamo, in qualche modo, abituati. Equilibrio, sicurezza, il nido: mantenere queste basi è diventato surreale. E penso dunque a quell’occhio tagliato da una lametta protagonista del film surrealista, appunto, quel “Un chien andalou”, film definitivo per arte – Dalì, Buñuel, qualche citazione dall’amico Man Ray, e le musiche di Wagner -, cinema e storia europea. Ecco dunque un’immagine surreale, per evadere un attimo dalla realtà e sentirci meglio.

Rossella Farinotti, executive director archivio Gio’ Pomodoro

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"Surreale". In principio fu il reale, poi quanto era oltre il reale, da cui si fuggì nel fantastico del mito; venne poi il meta-fisico, la ricerca sacra, quando si tornò di nuovo al reale per entrarci dentro in viaggio verso l’invisibile, nell’analisi scientifica. Per terminare con il viaggio più sorprendente che la vita ci regala, che non avrà mai fine, quello dentro noi stessi. Il surreale è la prima forma di realtà aumentata: l’inconscio e il sogno che in realtà fin dall’antichità conquistarono gli uomini. Il surreale è più  abbandona come ha fatto un movimento culturale straordinario e delirante, il Surrealismo, lasciandosi trasportare in quello spaesamento tipico del dormiveglia. Se si ha coraggio aiuta a scoprire il meraviglioso mentre tiene a bada l’ansia ricacciandoci nel sogno.

Ilaria Guidantoni, giornalista e scrittrice del Mediterraneo

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Bussero (Mi)- 28/03/2021 (Un anno dopo)
“Surreale”
Mi ricordo un anno fa quando il mio paese sembrava fosse stato scelto come grande set di un film di fantascienza, dopo una battaglia batteriologica. Strade e piazze deserte, saracinesche dei negozi abbassate, attività lavorative ferme. Tutto ciò che era stato vivo, vitale e quasi frenetico sino a poco tempo prima, si era improvvisamente sospeso o bloccato, in attesa che questa chiusura delle attività umane potesse arrestare il contagio del terribile coronavirus. Le strade erano presidiate dalle auto della Polizia Locale, che controllavano i lasciapassare di quei pochi automobilisti o passanti, che potevano muoversi per comprovate ed inderogabili ragioni. Nel silenzio di quel paesaggio spettrale, le voci dei vigili , che chiedevano spiegazioni sugli spostamenti, risuonavano forti ed un po’autoritarie, diventando monito a non muoversi per coloro che le sentivano all’interno delle loro case. Pareva che il cinico ed invisibile regista ( il virus) di quella grande scena surreale si fosse divertito ad imporre alla grande parte dei suoi attori una lunga quarantena a casa , perché ognuno di loro imparasse bene la sua parte, prima di tornare a recitarla all’aperto, alla ripresa di una vita normale. Ad un anno di distanza la scena surreale di quel set è stata smontata, ora possiamo rivederla in una sala cinematografica, in una pellicola , che la critica definirà del genere non surreale, bensì realista.

Roberto Rinaldi

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Sirene campane benedizione realtà. Oltre il surreale piazza deserta realtà. Un uomo bianco prega Dio realtà. Benedizione Urbi et Orbi realtà. «Perché avete paura? Non avete ancora fede?» reale. Apparizione Madonna nuvole. Quasi mille morti venerdì, realtà. Surreale dove sei? Piano verticale orizzontale.  Procedo velocemente nel surreale dell’orizzontale sempre più veloce senza fermarmi ora mi stoppo riflessione quando passerò dal mondo surreale a quello reale o viceversa vedrò il verticale. O virus surreale che invisibile nella paura tutto regoli e disponi di me di noi identificati svelati scopriti verso l’umanità e ti vinceremo.

Giorgio Piccaia, artista

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SURREALE
Un film memorabile
lungo un intero anno
Assisi su comoda poltrona
da comparse stupefatte
non use al ruolo
Quale Regista ha diretto
chi ha scritto la trama
continui colpi di scena
attori noti e nuove promesse
ho paura ho fede ho speranza
Capimmo solo successivamente
Non era comico tragico drammatico
bensì di autentico genere surreale
tutto quello che sapevamo non era
quello che accadde poi incredibile
Surreale è media tra reale e fantasia
finalmente ai titoli di coda
fu rispetto per le scomparse
fu consapevolezza e memoria
fu rinnovata benvenuta coscienza.



















Stefano Boldorini

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Un mondo surreale è laddove ci si trova gettati all’improvviso e senza preavviso, in un contesto in cui gli schemi di controllo e la modalità su cui è configurato il nostro comportamento non funziona più. Surreale è la metamorfosi kafkiana di Gregor   Samsa trasformato da un giorno all’altro in un “enorme insetto immondo”: un coleottero. Ebbene dalla mattina seguente il 21 Febbraio in Italia ci siamo risvegliati in un invisibile virus immondo proveniente dalla specie dei chirotteri, i pipistrelli. Come Gregor siamo confinati non proprio in uno sgabuzzino ma nelle nostre case ciascuno nelle proprie stanze, come per lui la nostra metamorfosi è la forma manifesta dell’alienazione. E come lui siamo in una realtà surreale: diversi da come eravamo in un mondo che non è più lo stesso. Ma non dobbiamo fare la sua stessa fine che abbandonato dal tutti nell’isolamento si abbandona all’inedia incapace di contrastare una forza aliena e alienante. Per noi ci sarà una inedita pagina ancora da scrivere tutti insieme.  
  
Cesare Balbo, critico cinematografico

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La bella che t’ama e brama
La pioggia ch’annerisce il grano
aleggia nell’atmosfera d’un fiume asciutto che diventa mare.
L’occhio tocca il sentimento.
Il gemello sull’asfalto cade.
Il sentimento abbraccia
nella nube arcobaleno.
La nona dimensione: invisibile ieri, oggi sempre di più.
Domani si vedrà.
Il micromondo avanza.
L’acaro re spodestato.
Il Virologo studia l’usurpatore ed ora è realtà. Lui ha corona per fama e nome. Non è surreale. Niente lo è
per Infinito.
Surreale è realtà da definire.
Chi mai lo battezzerà?
Chi mai lo capirà?
Noi? Surreale realtà.















Spartaco Rizzo

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Io trovo surreale più che le piazze deserte o le vie senza auto o gli stadi senza tifosi, io trovo surreale, direi straniante, cioè fuori dalla realtà, le proposte di alcuni personaggi del mondo della politica e della economia in questi giorni, cioè proposte che sollecitano una riapertura dell'Italia, di ripartire insomma. 

Sicuramente dobbiamo guardare al futuro, ad un possibile futuro, a dopo, quando tutto sarà finito. Ma sarà mai finito? O, invece, dobbiamo pensare a convivere per un lungo periodo con questo virus e come possiamo farlo? E se dobbiamo convivere con il virus senza ammalarci dobbiamo assolutamente cambiare le nostra abitudini, i nostri comportamenti. Mentre, invece, chi fa proposte di ripartire, lo fa con lo spirito che tutto possa tornare ad essere come prima. Come se la mortre di migliaia di persone non sia servita a nulla, non abbia lasciato nessun insegnamento.

Stiamo ancora contando i morti, anzi la conta non è ancora finita, perché si continua a morire di coronavirus, ci sono interi centri per anziani falcidiati. Un massacro tra il personale impegnato negli ospedali e a contatto con focolai di infezione.

Ma poi abbiamo bsogno del lutto, di un lutto vero, di un periodo di tempo per elaborarlo in cui si piange sui nostri morti e in questo caso lo si deve fare in modo collettivo e laico, non solo relegando questo a chi è religioso. Abbiamo bisogno di uno spirito laico per affrontare la morte e il suo lutto.

Il surreale di questa situazione è proprio questo: finalmente irrompe sulla scena la morte. Essa era stata nascosta, quasi come un tabù, tutti tesi a produrre ad essere felicità per forza. C'eravamo dimenticati che si muore. Non avevamo più tempo per pensare a questo invitabile evento della vita: appunto, la morte.

E' surreale proprio il fatto che si pensi che la morte riguarda gli altri e non se stessi, che riguardi gli anziani e non i giovani. Ebbene quello che sta succedendo, che sta succedendo ORA e QUI, non è ancora alle nostre spalle, non appartiene al passato, anzi forse apparterà ancora per molto tempo al nostro futuro. Quello che sta accadendo non può non produrre una svolta nel nostro modo di pensare alla vita e al mondo.  Continueremo a fare quello che facevamo prima, ma non più allo stesso modo, l'approccio sarà completamente diverso.

Luciano Vacca , formatore psico-sociale

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SURREALISMO E’REALISMO, un fattore di visione e presa di coscienza molto presente nell’ampia panoramica del Noi.
Il filosofo Wittgenstein nel suo “Tractatus logico-philosophicus” scriveva che “il pensiero si esprime nel mondo percepibile mediante i sensi.”
Oggettivamente l’Individuo può concretare l’ingannevole concetto astratto del Surrealismo riportandolo ad una forma di Realismo compiuto, mediante un autonomo processo di trasformazione intellettiva ed oltrepassando quello “Specchio” che costantemente rimanda alla mente immagini relative ad una limitata visione del percepibile collegata ad una determinata realtà.
Partendo dai Sensi, l’Individuo, attraverso la dematerializzazione di elementi della Realtà Visibile, giunge a quell’”Oltre” che s’identifica alla stretta conoscenza Surrealistica, divenendone Realistica nei fatti.
La dimensione del Surrealismo viene quindi svelata poiché finalmente si autoelide quel “canale” che custodiva lo spettro del suo volto, ridonando l’indispensabile “Apertura degli Occhi” al fine di attingere alla globalità della conoscenza concreta.



Alessandra Miorin

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Surreale è un mondo dove un terribile essere malvagio ha scatenato un orrendo incantesimo in cui le persone sono rimaste ferme nelle loro case, le città si sono chiuse, gli umani non possono più abbracciarsi ne toccarsi altrimenti l’essere malvagio prende nuova forza.
Per indebolirlo le persone devono stare distanti, non possono più stringersi. 

Mi alzo, mi guardo allo specchio, sono da sola a causa del Coronavirus, il pensiero è per i familiari lontani, i miei figli a Milano, a Novara, mio marito a Piacenza, le città più colpite dal Covid-19; guardo il mio viso riflesso, poi guardo fuori dalla finestra, la mia campagna è sempre lì...oggi più bella che mai perché è primavera. 

D’improvviso ho una sensazione strana, surreale, starò ancora dormendo?
Forse devo ancora svegliarmi.
Scoprirò’ che è stato solo un incubo.
No.
Sono sveglia.

Rosina Motta