Il drammaturgo, regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, 55 anni
Il drammaturgo, regista e attore Massimiliano Finazzer Flory, 55 anni

Milano, 26 marzo 2020 - Una parola al giorno per trenta giorni, un mese di riflessioni e pensieri che andranno a costruire una "letteratura del ricordo". È l’invito che Massimiliano Finazzer Flory, regista e attore teatrale, lancia ai lettori in collaborazione con Il Giorno. Il drammaturgo propone una parola di stretta attualità legata al Covid-19, invitando i lettori a scrivere un breve pensiero (600-700 battute) in merito. Le riflessioni, da inviare all’indirizzo mail redazione.internet@ilgiorno.net, saranno pubblicate online e contribuiranno a costruire una memoria collettiva di com’erano la Lombardia e l’Italia ai tempi del coronavirus, accanto ai contributi che di giorno in giorno manderanno alcuni personaggi della cultura e dello spettacolo.

La parola odierna è PAURA. Fino ad ora hanno scritto per noi:Giorgio Armani, Andrea Bocelli, Salvatore Veca, Ornella Vanoni, Dan Peterson, Antonella Boralevi, Quirino Principe, Gabriele Lavia, Laura Valente, Maria Rita Parsi, Gianni Canova, Gianni Quillico, Silvia Pascale, Stefano Bruno Galli, Edoardo Zanon, Fabio Scotto, Gilda Bojardi, Ico Migliore, Marconcini Alberto, Rosario Pavia, Ettore Messina, Giovanni Gastel, Edoardo Boncinelli, Giulia Carli, Pino Farinotti, Stefano Boldorini, Alberto Mattioli, Alberto Uva, Alessandra Miorin, Roberto Cacciapaglia, Sabrina Sigon, Angelo Argento, Anna Maria Cisint, Ilaria Guidantoni, Ivano Giulio Parasacco, Lavinia Colonna Preti, Letizia Moratti, Massimo G. Cerutti, Paolo Del Brocco, Pierluigi Biondi, Jacopo Rampini, Roberto Zecchino, Carlo Robiglio, Salvatore Carrubba, Corrado Sforza Fogliani, Giulio Giorello, Lorenzo Maggi, Alessandro Daniele, Alberto Mingardi, Monica Stefinlongo, Cesare Balbo, Elena D'Incerti, Giuseppe Mojana, Giulia Malaspina, Marco Nereo Rotelli, Michela Lucenti, Silvano Petrosino, Alessandra Marzari, Ariane, Deborah Cocco, Filippo Del Corno, Michele, Alessandro Pancotti, Maria Giulia Comolli, Franco Masanti, Alessandro Gabrielli, Girolamo Sirchia, Santo Rullo, Alessandro Daniele, Dori Ghezzi, Katia da Ros, Antonio Francesco Pollice, Maria Pia Ciaccio, Red Canzian, Cristina Veronese, Barbara Dei Rossi, Paolo Coppo, Carolina Labadini Mosti, Spartaco Rizzo, Roberta Usardi, Claudio Formisano, Roberto Rinaldi, Alberto Marconcini, Ilaria Massi, Giuseppe, studente di filosofia all'università Vita-Salute
San Raffaele, Cristina Settanni, Cristina Salvador, Carmen, Alex Salmini, Eugenio Astorino Tutoli, Sofia Aloi, Lory, Cristina Barletta, Rosanna Calò, Graziano Camanzi, Raffaella, Miriam Merlo,
Clara Canna, Riccardo, Fabrizio Gramigni, Luciano Vacca, Giorgio Piccaia.

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Di paure negli ultimi  tempi ne abbiamo sentite tante dalla omofobia alla xenofobia fino  alla fobofobia, la paura della paura. Di quest'ultima si è detto che non è positiva perché impedisce ad affrontare le fobie mentre averla di qualsiasi cosa  è premessa utile ad affrontarle. Sarà pure così ma chissà perché è sfuggita a molti  la strana anomalia che nel ricco vocabolario fatto di parole composte con fobia manca quella che da sempre assale e preoccupa l'umanità intera: paura delle malattie. La si definisce come ipocondria questa preoccupazione  di ammalarsi, e fa a meno nella definizione della fobia. Non sarà forse che la vera paura è un tabù indicibile  ma si manifesta senza bisogno di dirlo e indicarlo? 

Cesare Balbo, critico cinematografico

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La paura è sintomo della nostra fragilità e insieme l’espressione dell’attaccamento alla vita, più forte ancora dell’impulso ad amare. E’ il mezzo per sopravvivere ma talora è un blocco che inchioda e rema contro, il panico che paralizza. L’alfabetizzazione della storia ci ha insegnato il fiuto per il pericolo da evitare, così non amiamo il gusto amaro spesso legato a piante velenose e siamo attratti dal dolce, ricordo del latte materno. Ora, di fronte all’ignoto e incerto non c’è una reale resilienza quanto uno spaesamento che diventa angoscia. Ho sentito la paura della paura, il senso di impotenza, sviluppando il sogno di un futuro anteriore per spostare il pericolo in un immaginario sottile, dirottando il timore sul dopo, sulle paure non superate che resteranno cicatrici dolenti. Di fronte all’immenso ora però occorre trovare il coraggio della paura e sopravvivere. Poi impareremo di nuovo a vivere.

Ilaria Guidantoni, giornalista e scrittrice del Mediterraneo

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Immobili davanti ai supermercati. In fila e distanziati. Sigillati nelle case. Fuggi o fermati ci suggerisce l'amigdala, antico meccanismo biologico di reazione al pericolo. Fermarsi è meno rischioso. Se corriamo il leone ci sbrana. Se restiamo immobili non si sa. Ora siamo fermi non perché 'amigdala ci dice cosa fare ma perché lo Stato democratico ci dice cosa fare. È un immobilità parziale, in casa ci muoviamo ma è uno stato d'allerta. Torneremo alla normalità ma spero riusciremo a ricordare che tutti oggi stiamo facendo la nostra parte. Diritti e doveri. Il rischio è dimenticare la paura di oggi, un sano limite all'onnipotenza dei sapiens, e di amplificare quella della paura persecutoria, quella per esempio di un'Europa che lavora contro di noi. E sarebbe la fine. Il populismo diverrebbe il nuovo virus reale e letale.

Roberta Pelachin, filosofa e scrittrice

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Paura, paura, paura. vita, vita, vita.
Paura è vita paura è nell’essere paura o non siamo non siamo senza paura con la 
curiosità della paura stimoli alla conoscenza paura è emozione emozione è vita.
Coscienza della paura per modellare pietre grezze uno e più mattoni per la costruzione del Tempio interiore senza paura non è possibile.
Paura è futuro futuro è vita. 
Paura è morte morte è vita. 
La debolezza segue l’ignoranza grande vera paura dell’Umanità.
E le paure verso le positive regole delle attese abbracciano la libertà. 




Giorgio Piccaia, artista

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Mano nella mano
la mia calda la tua gelida
romanticamente assieme
dalla notte dell’umanità
 
Emersi dalle acque primordiali
ciechi nell’oscurità senza lampade
sgualciti dal maglio del tempo
sfregiati dalla lama della malattia
 
Eppure amanti inseparabili
in fondo ci vogliamo bene
Senza vita la paura è illusione
poiché non affonda radici
senza paura la vita è illazione
poiché la mia carne non è Dio
 
Svegliatomi dall’incubo ancestrale
ben accolsi il figliol prodigo
lontani da troppo lontani dal cuore
Vicina a me abbaia ora quando deve
e io la proteggo parte importante di me.
 
Stefano Boldorini






















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Piango ora non perché ho represso i miei e sentimenti, ma perché ti ricordo. Ti rivedo nei miei occhi azzurri. Azzurri come il cielo che non riesco a toccare e la bellezza che non posso apprezzare. Lo specchio mi abbaglia al tuo riflesso. Sei la parte più orribilmente magnifica ch’è in me. Mi spingi al cambiamento ed al riscatto. Con te ho imparato il coraggio. Ho sollevato l’animo coi compagni creduti persi, ho sfruttato la solitudine che m’insegnasti a coltivare. Scusa se ne ho abusato. Scusa se ti trasformai in terrore che immobilizza. Ti chiami paura. Tu spingi all’azione. Sei divertente e pressante. Sei nella luce degli altri e nel buio dell’io. Sei tutto ciò che è nel mondo. Sei vita che aspetta morte senza schiaffeggiarla. Con tutto ciò che l’hai donato come posso dire d’averti odiato?

Spartaco Rizzo

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Nel mese di febbraio di questo anno, presso le case popolari di via Giulio Belinzaghi 11 a Milano abbiamo aperto una biblioteca condominiale. Le case sono di proprietà dell’ALER che è un’azienda della Regione Lombardia.   La biblioteca, che abbiamo voluto dedicare ai giudici uccisi dalla mafia Falcone e Borsellino è stata proprio il risultato di una battaglia condotta dai cittadini del nostro quartiere a favore della legalità, ma in fondo la nostra battaglia era con noi stessi, era per sconfiggere la paura della violenza. Una violenza che spesso si manifesta non solo in modo fisico, ma anche e soprattutto psicologico con minacce, sottili intimidazioni, persecuzioni nei confronti di persone anziane e malate.   Nel giro di qualche giorno dall’apertura era diventata un luogo di incontro e di comunicazione basato sulla cultura, sullo scambio di libri. Avevamo già in programma un cinemino per i bimbi, corsi di inglese e una presentazione di un libro da parte di un autore che vive in Sicilia.   La nostra biblioteca purtroppo ai tempi del coronavirus l’abbiamo dovuta chiudere ed è tornata la paura, sono tornate giornate grigie con un cielo di piombo. Siamo, appunto, piombati nuovamente nella paura di noi stessi, ci guardiamo con diffidenza, pensiamo che l’altro sia infetto e siamo preoccupati di contaminarci, quando, invece, prima, la contaminazione culturale era una cosa bella la cercavamo. Oggi scrutiamo i nostri vicini sperando che non siano ammalati, un semplice sternuto crea il deserto, osserviamo segnali anomali. Poi le mascherine hanno avuto una fase di metabolizzazione: all’inizio le indossavano solo alcuni, quasi una moda per alcuni, invece poi, gradualmente l’hanno messa tutti o quasi tutti. Chi non la indossa, oggi, sono proprio quelli che nel recente passato cercavano di far paura agli altri a quelli più deboli. In fondo non sono affatto cambiati, il loro intento è sempre lo stesso, quello di far più del coronavirus.  Chi abita in questi luoghi non vive l’esperienza della paura allo stesso modo degli alteri cittadini. La paura da noi è stata ed è sempre dietro l’angolo in agguato e molto spesso ci siamo abituati, ci conviviamo tutti i giorni. C’eravamo inventati la biblioteca, speriamo di riaprirla! 

Luciano Vacca, formatore psico-sociale

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“La Paura è la misura del nostro Coraggio!”
 Ponendo come focus l’Individuo contemporaneo, Esso stesso ha conosciuto e vissuto la Paura in ogni sua fattispecie toccando di propria mano realtà dolorose ed agghiaccianti, ora nell’imbattersi all’inesorabile Pandemia del COVID 19, mietitrice di terrore.
Coronavirus: il Fantasma della Morte per il quale l’Uomo non riesce a darne confine, e dove la Paura diviene Spettro a se stessa.
Quale la situazione peggiore che realisticamente lo attende?
La Fine: Terra arsa di fronte a se’!
Se “La Paura è la misura del nostro Coraggio”, non dobbiamo avere timore, poiché toccare il fondo non rappresenta “la Fine”, bensì “l’Inizio” per cominciare a Scavare!
Consapevoli delle forti perdite, anche il dolore avrà il suo elaborato ad ogni germoglio d’iniziativa, fiori alla nostra nuova vita.





Alessandra Miorin

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“ La Paura “... quest’Emozione Maledetta ... che in queste settimane ... sta prendendo il sopravvento sulla Società... ho avuto modo di parlare con tante persone in questi giorni che hanno riscoperto il piacere di parlare... e ho notato negl’occhi delle persone una luce diversa ... ho notato una dialettica diversa ... fatta da discorsi prolungati ... come se non  volessero far finire mai il discorso ... ed è proprio in questi sfumatura che noti la Paura nel prossimo ...
la Paura ... ti fa cambiare Sguardo ... ti fa cambiare Il modo di parlare ... ti fa cambiare i rapporti interpersonali ...
Per quanto mi riguarda fortunatamente... questa Emozione riesco ancora a gestirla ... anzi la Combatto ... cercando di aiutare il prossimo ... anche semplicemente con una parola di Conforto ... o un pensiero POSITIVO !!!

Alex

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