Bruno Bozzetto al centro con i “suoi“ ragazzi, i protagnisti di AiR-Lovere
Bruno Bozzetto al centro con i “suoi“ ragazzi, i protagnisti di AiR-Lovere

Bergamo - Creare da una colonna sonora un cortometraggio d’animazione, un concentrato di storia, emozioni e sperimentazioni stilistiche in un solo minuto. Quattro settimane di tempo a disposizione in una “casa” unica: AiRLovere, l’unica residenza artistica in Italia dedicata a giovani professionisti del cinema di animazione con la supervisione di una guida speciale, Bruno Bozzetto, il papà del Signor Rossi, appena rientrato dal festival di Annecy con il “Cristallo d’Onore”, premio alla carriera internazionale. "Più che supervisore sono stato spettatore - commenta Bruno Bozzetto -. Realizzare in un mese un corto di un minuto è complicatissimo, farlo bene sembrerebbe impossibile. Mi hanno colpito la cura nella storia, nei personaggi, la loro passione, ma soprattutto la miracolosa abilità di fare film di questa qualità. Un lavoro notevolissimo. La musica è stata un aiuto importante, riconduce sul sentiero". A offrire la colonna sonora Sony music Italia e Carlo Chiarotti. 

Protagonisti dell’impresa sei under 35 che ieri sera hanno presentato in anteprima i loro cortometraggi allo Spazio Daste di Bergamo, l’ex centrale termoelettrica – ora simbolo di rinascita culturale – e a professionisti internazionali grazie a un “Aperitoon”, in versione ibrida. Per un mese i “Fantastici sei“ hanno vissuto insieme, hanno collaborato e seguito lezioni con gli esperti. 

"Hanno sei stili completamente diversi, si sono aiutati a vicenda e hanno lottato contro il tempo", racconta Adriano Merigo, loro tutor in questo viaggio unico nell’animazione. C’è Veronica Martiradonna, con il suo “Love is not a silly thing“, realizzato su carta (270 fogli) lavorando con i pastelli ad olio. Marta Sofia Marzullo ha sviluppato il suo “Luciadora“ con tecnologie moderne e Toon Boom per raccontare il riscatto di una ragazzina che viene bullizzata. Adolfo Di Molfetta con “MrBoogie Man” ha seguito l’andamento di un pezzo cantato, realizzando un’animazione complessa, coinvolgente. Sonia Crispo, talentuosa autodidatta, parla di “Reincarnazione” con uno stile unico, Francesca Colombara, fumettista, con “Marte“ dà forma a una classica canzone d’amore e d’abbandono, affidandola a due bruchi. Emilia Gozzano, 23 anni, per tutte e quattro le settimane si aggirava nella residenza di Lovere con il visore sul viso e “disegnava nell’aria“: il suo “Jelly Dream“ è realizzato con un sistema “Tilt Brush“.

Sembra una bottega rinascimentale affacciata sul lago, Air Lovere, nata dalla cooperazione tra il Festival internazionale di cortometraggi cortoLovere, l’università Iulm e Studio Bozzetto, con il sostegno del MiBact e di Siae. È un laboratorio di sperimentazioni che affronta tutte le fasi di realizzazione di un cartoon, dalla storia allo storyboard, dalla produzione al montaggio. E un’occasione per giovani talenti che ieri sono stati al centro dell’Aperitoon, il progetto di networking professionale nato a Torino nel 2016 che in questi anni ha realizzato 42 eventi, sul palco reale e virtuale, con 600 artisti, da David Silverman - regista dei Simpson - al fumettista Igort. "Si alternano professionisti e work in progress, vengono presentati film finiti e lanciati bandi su tutto ciò che ruota attorno al mondo dell’animazione, come AirLovere – spiega Emiliano Fasano, mente dell’Aperitoon –. Un’occasione per mettere in contatto giovani autori con broadcaster e aziende, per essere coinvolti in grandi progetti". Aperitoon ibrido, via Zoom, con Bergamo connessa a Los Angeles, Londra e Berlino. I sei ragazzi erano in diretta con alcuni dei loro docenti, tra i quali Christian De Vita - da Londra - storyboard artist di Tim Burton e Wes Anderson nonché regista dei “Super Pigiamini”, che ha presentato in anteprima il suo ultimo videoclip, “Chemical Trip”. A chiudere Sabrina Zanetti, direttrice del Festival “Cartoon Club“ che assegnerà il “Premio signor Rossi“ per le migliori scuole di animazioni di tutto il mondo. “Il nostro dovere è offrire una formazione fuori dagli schemi - ha sottolineato Gianni Canova, direttore di Corto Lovere e ret tore della Iulm nel suo saluto ai ragazzi - esperienze come queste servono a crescere professionalmente, ma soprattutto umanamente”.