I Backstreet Boys ad Assago
I Backstreet Boys ad Assago

Milano, 15 maggio 2019 - Erano diciotto anni che i Backstreet Boys non mettevano in strada un giro di concerti imponente come quel DNA World Tour che gli regala stasera il cuore palpitante del Forum. La risposta dei fan non si è fatta attendere, mandando esaurita in un amen pure la tappa italiana. Dopo aver chiamato a raccolta il loro popolo in quel di Las Vegas con una “residency” di due anni al Planet Hollywood Resort & Casinò, infatti, Kevin Richardson, Brian Littrell, Howie Dorough, Nick Carter, AJ McLean tornano a trovarlo a casa sua con un tour mastodontico in marcia fino alla fine di ottobre. Il modo per riprendersi il mondo dopo un lunghissimo appannamento dell’epopea di “Everybody (Backstreet’s Back)”, superato solo con l’ultima fatica discografica “DNA”, primo loro album in quasi un ventennio a centrare la vetta della classifica americana.

«Agli inizi abbiamo avuto successo perché ci sentivamo in sintonia con i tempi ed eravamo i primi a credere nelle nostre capacità», dicono. «Poi le cose sono cambiate e c’è voluto del tempo per riacquisire le nostre certezze. Questo tour, però, non è il nostro “grande ritorno” perché, in realtà, non ce n siamo mai andati; è solo una fase nuova del cammino che affrontiamo con tutta la convinzione possibile». Esaurita la lunga permanenza sulla Strip il 27 aprile scorso (inframezzata solo dal blitz al festival cileno di Viña del Mar e dalla partecipazione dell’ormai tradizionale Backstreet Boys Cruise tra Miami e i Caraibi), i cinque si sono subito imbarcati nel tour che li vedrà in scena per un’ottantina di sere in tre continenti.

Debutto sabato scorso a Lisbona. Complessivamente i Bsb metteranno a bilancio centottanta concerti in due anni e mezzo, con un fatturato complessivo di oltre 90 milioni di dollari. Dovendo festeggiare i venticinque anni di carriera (anzi 26), i Backstreet Boys hanno stilato una scaletta celebrativa di 32 pezzi (più l’introduzione di “Everyone”) focalizzata soprattutto sui loro album di maggior successo “Millenium” da cui affiorano 7 canzoni (compresa quella “I want it that way” usata da Trump in campagna elettorale con una mossa accolta tiepidamente dalla band) e “Backstreet Boys” (5 pezzi), contro le 3 di “Dna” a cominciare dalla sciropposa “Don’t go breaking my heart” candidata pure al Grammy per la migliore interpretazione collettiva. «Siamo i Rolling Stones del pop», giurano Kevin, Brian, Howie, Nick e AJ, che al Forum saranno preceduti dal set di Knowle DJ. «E abbiamo davanti altri venticinque anni di carriera». Convinti loro.