Milano, 22 agosto 2018 - Milanese, 22 anni. Quando ha partecipato per la prima volta a “Io canto” Alessandro Casillo ne aveva 14, mentre ai tempi della vittoria di Sanremo Giovani con “È vero (che ci sei)” 16. Poi sono arrivati un paio di album, tra cui quell’“#Ale” volato fino al secondo posto dell’hit-parade, un tour come supporter di Noemi. E poco (o nulla) più. Ora “Ale” installa caldaie e le interviste le rilascia fuori orario di lavoro. Dalle 18 in poi. Già, perché all’idea di farcela con la musica non ha mai rinunciato. E dopo quattro anni di silenzio è tornato a giugno con un singolo dal titolo emblematico, “Ancora qui”. «L’ho chiamato così perché segna un nuovo punto d’inizio», spiega.

Ma ci si può sentire finiti già a 18 anni?

«Il successo è una roba che può rimanerti incollata addosso per tutta la vita, come può sparire in pochi mesi. Basta averne la consapevolezza. Anche se io la musica non l’ho mai abbandonata. Ho voluto solo prendere un diploma in termoidraulica per rendermi economicamente indipendente dalla famiglia imparando un mestiere».

Perché, quello della musica non è un mestiere?

«Sì, però molto più aleatorio di altri. Così io, per pararmi le spalle, ho voluto inventarmi un “piano b”. Per non farmi trovare impreparato nel caso con le canzoni mi fosse andata male».

Oggi come oggi un artista emergente può permettersi il lusso di rimanere lontano dalle scene tanto a lungo?

«Effettivamente il ricambio è vorticoso, perché talent show e YouTube creano nuovi artisti a getto continuo. Fra l’altro con un livello medio abbastanza alto. Ma quando il successo arriva in giovanissima età, come accaduto a me, non è sempre facile capire cosa potrà essere della vita. Per ogni ragazzo l’unico punto fisso dovrebbe essere quello di cercare la felicità, ma quando hai successo, abbagliati da mille cose, non è facile capirlo subito».

Visto che ora un mestiere ce l’ha, come sta lavorando sulla sua passione?

«Grazie alle caldaie ho il vantaggio di potermi prendere tutto il tempo necessario a lavorare bene. Senza fretta. In questi anni ho scritto tante cose ed entro l’autunno uscirà un nuovo singolo. Stavolta composto da me, visto che “Ancora qui” porta la firma di Emiliano Bassi con cui collaboro ormai da tanti anni».

Ha un suo staff?

«Sì. Spesso, finito di lavorare, mi rinchiudo in uno studiolo di Rozzano assieme ad un mio carissimo amico produttore, Stefano Cassisi con cui passo la notte a sperimentare cose nuove».

Pensa di ripartire pure lei dai social, come hanno fatto Michele Bravi e altri.

«Il mezzo funziona, lo devi usare per forza. Anche se quel che conta sono le canzoni, tutto il resto viene dopo».

Per uno con la sua storia Sanremo potrebbe rappresentare un bel gancio in mezzo al cielo.

«Lo so. E infatti ci proverò».