Gabriele Molgora Detto Zeno, l'ideatore dei cortei No Green pass a Milano
Gabriele Molgora Detto Zeno, l'ideatore dei cortei No Green pass a Milano

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Milano - Martedì sera, alle 21.38, ha pubblicato in chat l’estratto del conto in banca: +1,64 euro, il misero attivo. "Sono sempre stato incensurato e a oggi sono nella m. perché devo pagare avvocati per Daspo, denunce ecc. e come tutti devo fare la spesa e soprattutto far stare bene mia figlia". A quell’ora, gli agenti della Digos avevano già finito di setacciare la casa di Gabriele Molgora detto "Zeno", il ventisettenne tatuatore (con un passato da dipendente Amsa) tra i leader più seguiti del popolo No vax.

Nell’appartamento in zona Bovisa, gli investigatori, coordinati dal capo del pool Antiterrorismo Alberto Nobili e guidati dal dirigente Guido D’Onofrio, hanno sequestrato un coltello modello "survival" e un tirapugni, scovati in uno zaino che conteneva diversi kit di sopravvivenza; ritirate pure due armi che l’uomo deteneva regolarmente per uso sportivo.

L’accusa: istigazione a delinquere. Sì, perché Molgora, già daspato a settembre dal questore Giuseppe Petronzi per la partecipazione ai cortei selvaggi dei No pass, ha rilanciato negli ultimi giorni una grande iniziativa nazionale, ovviamente non preavvisata, da organizzare tra 48 ore in piazza Duomo. L’obiettivo: "Ridare forza e morale ai manifestanti che stanno subendo ingiustizie gratuite", la frase a corredo di un nostalgico video in cui ha assemblato le immagini delle proteste itineranti che hanno paralizzato il centro per sedici weekend consecutivi.

Una vera e propria chiamata alle armi per provare a serrare i ranghi di un movimento ormai sfaldato e messo in grave difficoltà nelle ultime due settimane dalla nuova strategia adottata da Prefettura e Questura: nessuna possibilità di muoversi da piazza Fontana e piazza Duomo e identificazione a tappeto dei presenti in vista delle sanzioni. Per i pm, i post a raffica (compreso quello che preannunciava un blitz a Ginevra il 31 dicembre) facevano parte di "una martellante campagna mediatica" messa in piedi per sostenere "un’intensa attività di proselitismo e incitamento allo svolgimento di iniziative illegali".
Molgora , stando a quanto ricostruito dalla Digos, è stato i primi ad aprire le chat Telegram e i gruppi Facebook che col passare dei mesi hanno aggregato decine di migliaia di militanti (33mila iscritti in un caso), creando anche il simbolo del cerchio con una "X" nel mezzo, simile a una croce celtica.

Zeno ha accettato di farsi intervistare dalle tv (odiate dalla stragrande maggioranza degli anti-vaccinisti) per spiegare la causa No pass e ha in qualche modo giustificato estremisti come il neofascista Giuliano Castellino, pur prendendo le distanze dall’assalto del 9 ottobre alla sede romana della Cgil. Oltre all’accusa di istigazione a delinquere, il ventisettenne dovrà rispondere di ricettazione, visto che col suo telefono avrebbe scaricato circa mille certificati verdi con le generalità di ignari cittadini, per poi inviarli (gratuitamente, ha precisato lui) ad altre persone. Ieri una delle amministratrici della chat "No green pass-Adesso basta" ha fatto sapere di essere riuscita a mettersi in contatto con Zeno: "È un po giù, comprensibilmente, m a sta bene... a lui il sorriso non lo toglie nessuno – il resoconto –. Vi saluta e abbraccia tutti, vi ringrazia tanto per il sostegno. Appena potrà tornare, vi spiegherà tutto e darà la sua versione della storia".

Nel frattempo , però, Helena ha lanciato una raccolta fondi per sostenere il tatuatore denunciato, con tanto di Iban dell’intestatario per versare i soldi. Nel giro di poche ore, sono arrivati centinaia di messaggi di solidarietà: "La gente come noi non molla mai", il commento più gettonato. E alcuni hanno subito rilanciato: "Tutti in piazza per Zeno sabato: piazza Duomo deve straripare di manifestanti. Adesso basta soprusi!".