Wondy, Francesca Del Rosso
Wondy, Francesca Del Rosso

Milano, 18 maggio 2017 -  Resistere, adattarsi, rafforzarsi. Ecco tre parole per definire 'resilienza'. Quindi, nulla a che fare con una vita facile, senza difficoltà, stress o delusioni. È piuttosto la capacità di ricostruirsi dopo le avversità. Un esempio? Wondy, ovvero Francesca Del Rosso, una mamma giornalista e scrittrice, la cui vita è stata spezzata da un tumore lo scorso dicembre. In suo onore è stata fondata l’associazione 'Wondy sono io', nata per diffondere la cultura della resilienza sulla scia del movimento che proprio lei stessa aveva creato dopo la pubblicazione del libro 'Wondy - ovvero come si diventa supereroi per guarire dal cancro'.

Il primo passo è stato compiuto il 3 maggio con l’intitolazione a Francesca Del Rosso della biblioteca della scuola 'Ciresola' in viale Brianza: uno spazio di cultura dedicato ai bambini e a tutti i milanesi. E domenica, al Tempio d’Oro di via Delle Leghe 23, dalle 19, verrà inaugurata la mostra fotografica 'In viaggio con Wondy', una ventina di tavole che raccontano la vita della scrittrice e del suo alter ego Wondy. "Un percorso lungo 42 anni - si legge nella presentazione -. Alcuni appunti di vita che vogliono far capire come affrontare con forza e un pizzico di ironia il cancro ma anche per far comprendere che andare avanti è una cosa, ma vivere a pieno la vita è vera resilienza". Sarà presente il marito, il giornalista Alessandro Milan. Poi, il 6 giugno, la mostra si sposterà allo spazio NoLo 43 di viale Monza 43.

Non solo, mercoledì 31, al cinema Beltrade di via Oxilia 10, verrà proiettato il docufilm “Resilienza” - realizzato e prodotto dall’associazione cinematografica “Nido del Cuculo” dell’attore e comico livornese Paolo Ruffini e dall’associazione ‘Sui passi di Ale’. “Resilienza” è un documentario ispirato alla storia di Alessandro Cavallini, un ragazzo che se ne è andato a soli 14 anni, vittima di un gravissimo tumore pediatrico, il Neuroblastoma IV stadio, e racconta la sua vita da “resiliente”. Nel film lo sguardo disincantato di Paolo Ruffini e la sua presenza ironica e leggera riescono a trasformare un tema così ostico come quello della malattia oncologica pediatrica in una realtà da supportare con il sorriso. Paolo Ruffini – artista poliedrico: conduttore televisivo, comico, regista, scrittore - intervista diversi operatori sociali, come i fondatori di Make a Wish, i responsabili del Dynamo Camp, i dottori clown di Ridolina, gli amici di Alessandro e si concentra soprattutto sulle figure professionali di medici e psicologi, domandandosi anche quanto gravoso possa essere il loro lavoro: il mestiere di chi deve comunicare che un bambino ha un tumore, di chi deve operare talvolta l’ineluttabile, di chi vede solo due porte: il successo e il fallimento, e corrispondono nettamente alla vita e alla morte. Ingresso per la serata: 5 euro.

L’associazione 'Wondy Sono Io' ha tra gli obiettivi anche la realizzazione del 'PremioWondy di letteratura resiliente'. Tutte le attività e gli appuntamenti, infatti, mirano a costruire e promuovere la cultura della resilienza, sia essa legata alla malattia e al dolore, come in questo caso, ma anche ad altri fenomeni: grandi e universali (come quello di lotta alle mafie e alle guerre) o più attinenti al campo personale, che possono scuotere e sconvolgere la nostra quotidianità (la perdita del lavoro, una separazione). Info su www.wondysonoio.org. Per sostenere le attività dell’Associazione, è possibile diventare soci con una donazione minima: http://wondysonoio.org/sostienici/ Ingresso per la serata: 5 euro