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21 nov 2021

Virus sinciziale, l'allarme degli ospedali: sempre più bimbi ricoverati

All’ospedale 54 pazienti affetti da bronchioliti. E al Policlinico si viaggia al ritmo di quasi due ricoveri al giorno

marianna vazzana
Cronaca
Unrecognizable male pediatrician examining curly little patient with help of stethoscope, blurred background PEDIATRA
Bimbo in Pediatria

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Continua l’allarme virus sinciziale per i bimbi: sempre più posti letto occupati nelle terapie intensive, reparti pediatrici affollati, Pronto soccorso intasati. "Colpevole" è soprattutto l’Rsv, così si chiama l’agente virale che infetta l’apparato respiratorio causando bronchioliti, che nei giorni scorsi aveva costretto additirruea l’ospedale Buzzi a trasferire alcuni piccoli pazienti (più di dieci) fuori regione. Per far fronte all’emergenza che non si placa, da sabato l’ospedale dei bambini ha convertito il reparto di Day Surgery, che in condizioni normali è utilizzato per le degenze che durano una giornata, a seguito di mini-interventi, a luogo di ricovero, mettendo altri sei posti letto a disposizione.

"Occupati i 40 letti di Pediatria più questi ulteriori sei, i quali si aggiungono agli otto della terapia intensiva pediatrica che accoglie bimbi con bisogno di ossigeno. In totale, 54 posti letto", spiega Gian Vincenzo Zuccotti, preside di Medicina alla Statale e direttore del dipartimento di Pediatria dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco e della pediatria e pronto soccorso pediatrico del Buzzi, che nei giorni scorsi raccontava di pronto soccorso pieno 24 ore su 24, di letti occupati in questo periodo all’80 per ceto per bronchiliti e di trasferimenti necessari per mancanza di posti.
A colpire i bambini, "prevalentemente nel primo anno di vita", sottolinea il professore, non c’è solo l’Rsv ma anche virus parainfluenzali, metapneumovirus, enterovirus, che danno coinvolgimento respiratorio. E siccome le terapie intensive pediatriche sono piene, le pediatrie devono farsi carico anche di casi complessi, che richiedono somministrazione di ossigeno ad alte concentrazioni.

"Abbiamo scelto di mettere a disposizione anche i letti del Day surgery sia per evitare ulteriori trasferimenti di pazienti, azione che non rientra nella nostra “mission“ pediatrica – aggiunge Zuccotti – e sia per dare respiro al pronto soccorso. È stata una scelta sofferta ma speriamo che questa emergenza non duri a lungo, consentendoci presto di tornare alla normalità". Qualche decina di ricoverati per bronchioliti anche alla Clinica pediatrica De Marchi, del Policlinico di Milano, che riesce a far fronte all’emergenza senza bisogno di ricorrere a trasferimenti o altre misure straordinarie avendo maggiore disponibilità di reparti e posti letto. Il ritmo è in media di uno o due ricoveri al giorno, dopo le visite al pronto soccorso che anche in questo caso è affollato. I più piccoli sono affidati alla terapia intensiva neonatale o in pediatria a media o alta intensità di cura, a seconda delle situazioni. I reparti (ciascuno ha in media tra i 20 e i 30 posti letto) non sono intasati ma il numero di pazienti è cresciuto negli ultimi giorni. "L’attenzione è sicuramente alta", fanno sapere dall’ospedale Policlinico di Milano.
 

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