Giovanni Maria Traina, primario delle Pediatrie di Melzo e Cernusco sul Naviglio
Giovanni Maria Traina, primario delle Pediatrie di Melzo e Cernusco sul Naviglio

Melzo (Milano) - Virus Respiratorio Sinciziale (Vrs) nei bambini, "moltissimi casi, anche nelle nostre Pediatrie, e molto in anticipo rispetto al passato. Nessun allarmismo. Ma attenzione elevata e tutela dei bimbi più piccoli, questo sì". Il dilagare delle infezioni da Vrs (se in inglese Rsv, Respiratory Syncytial virus) nei lattanti è stato al centro delle cronache nei giorni scorsi, dopo il ricovero della figlia minore della coppia Fedez-Ferragni.

Un contributo sul tema arriva da Giovanni Maria Traina, primario delle Pediatrie di Melzo e Cernusco nell’Asst Melegnano Martesana e vicepresidente della sezione lombarda della Società Italiana di Pediatria. "Il fatto che la figlioletta della Ferragni sia stata ricoverata per questa bronchiolite ha sollevato un allarme fuori controllo. Ho ricevuto decine e decine di telefonate cui ho risposto a rigore di scienza. Per carità: fare chiarezza anche sulla scorta del caso mediatico può essere utile".

È virus nuovo?
"No, c’è sempre stato. La vera novità è che si è presentato molto in anticipo sui tempi: il picco, solitamente, era fra Natale e aprile. Ma c’è sempre stato".
Come mai questo anticipo? "Non lo sappiamo. Ma certamente, già il mese scorso, da altri Paesi, mi viene in mente l’Australia, si segnalava l’insorgere di un virus influenzale più aggressivo degli anni scorsi, e di questo vrs anticipatario nei bambini".
Il dato nei reparti pediatrici e nei pronto soccorso?
"Al momento il 50% degli accessi in pronto soccorso e delle visite pediatriche è dovuto a problemi respiratori, tra cui appunto la bronchiolite".
Il vrs nei più piccini: i rischi? "Il virus - ancora Traina - può manifestarsi come un semplice raffreddore, negli adulti come nei bambini più grandicelli. Ma su neonato o lattante puo’ dare sintomi respiratori rilevanti. E certamente non va sottovalutato. Peraltro, è molto contagioso".
Qualche consiglio ai tanti genitori già preoccupati.
"I lattanti e i neonati vanno protetti. Per contatti molto ravvicinati con qualche margine di rischio, magari con un parente raffreddato, meglio usare la “Santa mascherina”. Meglio non portarli ai centri commerciali, nelle sale d’aspetto degli ambulatori o in luoghi affollati. Attenzione ai contatti con gli altri bambini più grandi, e con i fratelli o sorelle maggiori, se frequentano scuole e asili o se non stanno bene".
In caso di sintom i?
"Se lievi, si possono affrontare a casa, in contatto con il pediatra di famiglia. Il bambino va monitorato e idratato molto. Se il sintomo peggiora, pronto soccorso. Dove si è attrezzati per intervenire, nei casi più seri, con macchinari per ossigenoterapia ad alti flussi (Oaf)".