La mappa dei virus in Lombardia
La mappa dei virus in Lombardia

Milano, 26 novembre 2021 - Le bronchioliti dei bambini sono tornate e ci stanno facendo pagare gli arretrati. E le pediatrie lombarde si riempiono. Al Buzzi di Milano l’80% dei posti occupata da piccoli con sintomi respiratori, a Pavia a inizio mese 300 casi in 10 giorni, a Melzo, il 50% degli accessi pediatrici è per bronchiolite, che a Monza diventano 4 ricoverati e 60 casi in pronto soccorso al giorno. E poi Bergamo, con 12 pazienti ricoverati, alcuni in ossigenoterapia, oltre la metà in arrivo da Milano e Monza. Ma perché accade? Se nel 2020, complice il “distanziamento sociale“ imposto dai contagi e dal lockdown leggero della seconda ondata, gli effetti del cosiddetto “virus sinciziale“ si erano pressoché annullati, quest’anno la ritrovata socialità, l’allentamento dei vincoli che ha riportato a circolare influenze e malanni di stagione (quasi scomparsi 12 mesi fa) ha ridato potenza al Covid ma anche a questo virus stagionale, che esiste da sempre, e che se la prende tradizionalmente con i più piccoli.

Bambini fino a due anni, in particolare fino a 8 mesi d’età. Affanno, problemi respiratori, infiammazione delle vie respiratorie più minute e interne sono la minaccia per i bimbi. A moltiplicare l’effetto del bacillo, che sta raggiungendo il picco in Lombardia con un mese d’anticipo rispetto al solito, anche il fatto che i nuovi nati del 2020 e del 2021, a differenza dei bimbi più grandi, non erano ancora entrati in contatto con il virus. Da qui, l’aumento dei casi che sta mettendo sotto stress le pediatrie lombarde. Più di quanto accadesse di norma in questa stagione. In alcuni casi, nei giorni scorsi, è stato necessario trasferire fuori regione alcuni pazienti, per evitare di saturare i reparti. Per evitarlo, almeno all’ospedale Buzzi di Milano, uno dei riferimenti regionali per la cura dei più piccoli, è stato necessario destinare alle degenze i posti della Day surgery, con i letti dedicati alla chirurgia per interventi brevi.