Alexander Boettcher rientra in aula dopo la pausa del processo
Alexander Boettcher rientra in aula dopo la pausa del processo

Milano, 26 gennaio 2016 - Scorrono immagini "forti' nei video mostrati nell'aula del processo a carico di Alexander Boettcher su richiesta del legale di parte civile. Cinque video, che lo stesso pm di Milano Marcello Musso ha definito «sadismo puro». 

I VIDEO SADICI - Nei video, come verbalizzato dagli stessi giudici dopo la visione, si vede, tra le altre cose, "Martina Levato che beve l'urina dell'imputato" da una bottiglia. Boettcher di fronte alle immagini e rivolto al collegio ha affermato: "Quella non era urina, era uno scherzo". In altri filmati, sempre stando alle verbalizzazione del tribunale, si vede "l'imputato che ha strappato la testa di una gallina che perde sangue che cola sul pavimento". In relazione a questo video, Alex ha sostenuto che "era per mangiarla". In altri video, infine, si può vedere "Boettcher che incide con un bisturi l'interno coscia di Levato". Tutti i filmati sono agli atti del procedimento.

IL PADRE DI BARBINI - "Il padre di Pietro Barbini pensa che io c'entri con l'aggressione e quindi vuole farmi più male possibile". Lo ha affermato Alexander Boettcher, rispondendo alle domande dei legali di parte civile nel processo a suo carico per una serie di aggressioni con l'acido. Così l'imputato motiva la discrepanza tra la sua versione e quella di Gherardo Barbini rispetto all'episodio in cui Pietro Barbini venne sfigurato nel dicembre 2014. Versioni molto diverse, che hanno portato il padre della vittima ad accusare Alex e quest'ultimo a dichiararsi innocente. Il padre di Barbini ha raccontato nelle scorse udienze che quel giorno Alexander esortava la sua amante Martina Levato a lanciare l'acido contro il figlio e che poi, sempre lo stesso Boettcher, avrebbe rincorso Pietro con un martello in mano. Boettcher, invece, ha negato di aver mai incitato la ragazza spiegando che quel martello non era il suo e che lo aveva visto per terra. Secondo Boettcher, il padre di Barbini ha raccontato quelle cose "perche' vuole farmi più male possibile". Bottecher, nel suo interrogatorio di oggi, si è definito "un ragazzo un po' bastardello, vendicativo ma non violento". "Per esempio - ha detto - se una ragazza schiva un mio bacio, poi non le rispondo al telefono per un giorno".

"NON HO CAPITO LA GRAVITA'" - "Non ho capito la gravità delle cose fino a quando non ho visto la faccia di Pietro Barbini. Se avessi anche solo immaginato che Martina avrebbe fatto qualcosa del genere l'avrei fermata». È un appunto scritto da Alexander Boettcher dopo un'udienza del processo milanese a suo carico e che è stato letto oggi in aula nel corso dell'interrogatorio del broker da parte della sua difesa. "Martina non mi ha mai chiesto di aiutarla - ha spiegato in aula Boettcher, rispondendo alle domande dei suoi legali e continuando a negare le sue responsabilità nelle aggressioni con l'acido - e io non avrei mai pensato che sarebbe arrivata a fare una cosa del genere".

IL PRESUNTO COMPLICE - Per Boettcher, così come per Martina, in entrambi i casi sarebbe stato il presunto complice Andrea Magnani ad aiutare la ragazza. "Io penso e spero - ha detto ancora il broker - che non ci sia stato alcun rapporto e relazione tra loro due e quando l'ho chiesto a lei durante un colloquio in carcere, Martina si è messa a piangere e mi ha detto di no". Boettcher ha anche raccontato che di ritorno da una vacanza in Grecia e quando erano in macchina "Martina mi disse 'mi faccio perdonare (riferendosi ai suoi tradimenti, ndr) e faccio dieci anni di galera' e io a lei dissi 'e fatteli!'". In un memoriale depositato nel processo sul caso Barbini, però, il broker aveva parlato di una sorta di patto che gli propose Levato dicendogli, in sostanza, che lei si sarebbe fatta tanti anni di carcere, ma lui avrebbe dovuto darle un figlio.