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20 gen 2022

Vigile pestato e disarmato, i legali della difesa: "C'è un video che scagiona i ragazzi"

Per gli avvocati degli accusati: il ghisa non si è qualificato. Un nuovo filmato in Procura. Ma l’agente ha dato una versione opposta: "Ho mostrato subito il tesserino"

20 gen 2022
nicola palma
Cronaca
Un fotogramma dell'aggressione al vigile
Un fotogramma dell'aggressione al vigile
Un fotogramma dell'aggressione al vigile
Un fotogramma dell'aggressione al vigile

Milano - Due versioni contrapposte. Da una parte quella del vigile C.N. Dall’altra quella di alcuni dei dodici ragazzi che l’hanno aggredito nella notte tra venerdì e sabato all’angolo tra via Fra Pacioli e viale Coni Zugna, accerchiandolo e disarmandolo. Ieri i legali di due dei giovani altoatesini finiti sotto accusa, gli avvocati Nicola Nettis e Antonio Buondonno, hanno fatto sapere di aver intenzione di depositare in Procura un nuovo video, diverso da quelli circolati sui social nelle prime ore che, a loro dire, dimostrerebbe che il ghisa in borghese non si sarebbe qualificato come pubblico ufficiale.

Inoltre i legali hanno già preso contatti con gli inquirenti per dare la disponibilità dei due a essere ascoltati. Nel filmato, secondo la difesa, si sentirebbe uno dei ragazzi dire al vigile "Cosa fai? Perché mi fai le foto?" e si vedrebbe C.N. che scende dalla macchina senza dire nulla, e dunque senza qualificarsi, e "scarrella" la pistola d’ordinanza. E ancora: nelle nuove immagini, che sarebbero state girate da un ragazzo a distanza ravvicinata, si sente anche un giovane dire in tedesco "chiama la polizia, chiama la polizia". Per la difesa, questa è un’ulteriore dimostrazione che il gruppo non aveva capito di avere davanti un agente della polizia locale.

La ricostruzione di C.N. è diametralmente opposta, come riportato su queste pagine nei giorni scorsi. Eccola: il vigile ha detto di aver subito mostrato il tesserino al ragazzo che si è avvicinato dicendo "Che c. scatti le foto?" e di averlo invitato a tornare sul marciapiedi, salvo poi essere circondato da una dozzina di persone, alcune delle quali con bottiglie e bicchieri di vetro in mano. Minacciato e spintonato, solo a quel punto il ghisa avrebbe tirato fuori l’arma e avrebbe sparato un colpo in aria per far indietreggiare la dozzina di presunti aggressori; che, incitati da uno di loro a non aver paura ("Non vedete che è un giocattolo..."), si sarebbero rifatti nuovamente sotto per tentare di disarmare C.N.

Il resto è stato ripreso dai due filmati circolati in Rete: la colluttazione vicino all’auto-civetta con la portiera anteriore sinistra aperta e il secondo colpo esploso verso il basso; poi la scena che si sposta di qualche metro, con i due che tengono per le braccia il ghisa e un terzo che lo colpisce con un calcio alle gambe per vincerne la resistenza. I filmati si interrompono lì e non riprendono ciò che è accaduto dopo: un violento pestaggio, nella versione dell’agente, la successiva fuga verso viale Coni Zugna e il lancio della pistola sotto una macchina parcheggiata.

Sequenza che dovrebbe essere stata ripresa da alcune delle telecamere di videosorveglianza installate nella zona. Intanto l’inchiesta per rapina e resistenza a pubblico ufficiale, coordinata dall’aggiunto Laura Pedio e dal pm Ilaria Perinu, sta andando avanti con due obiettivi: dare un nome a tutti i componenti del gruppo (almeno tre dei dieci identificati risultano già iscritti nel registro degli indagati) e fare piena luce sulla dinamica della vicenda.

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