Cardinal Carlo Maria Martini
Cardinal Carlo Maria Martini

Milano, 20 febbraio 2016 - Domenica 21 febbraio, sarà ufficialmente intitolata a Milano una via all'ex arcivescovo della citta', il cardinale Carlo Maria Martini. Alla cerimonia, alle 12.30, interverranno il sindaco Giuliano Pisapia e il cardinale Angelo Scola. A Martini, che guidò la diocesi di Milano dal 1979 al 2002. 

A scoprire la targa sarà il nipote del cardinale, Giovanni Facchini Martini. L’arcivescovo Scola, spiega la Diocesi, accogliendo anche il desiderio della famiglia, presiederà alle 11 la Messa delle seconda domenica di Quaresima in Duomo, nella quale verrà ricordato il cardinale Martini. A concelebrare, tra gli altri, padre Giacomo Costa, vicepresidente della Fondazione Martini. La Diocesi di Milano "è grata all’amministrazione comunale che nello scorso mese di settembre ha preso la decisione di intitolare questa strada al cardinale Martini e ora ha organizzato la cerimonia di dedicazione della via". La nuova via Martini, che arricchirà significativamente la toponomastica milanese, sostituirà per intero via dell’Arcivescovado, la strada che corre parallela alla Cattedrale e unisce piazza del Duomo a piazza Fontana. Non è il suo primo cambio di denominazione: nell’epoca medievale si chiamava “Gola del verzaro” perché era piuttosto stretta e conduceva allo spiazzo dove aveva luogo un mercato di prodotti agricoli.

A nome di tutta la Casa della carità don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione, sottolinea che questa intitolazione è "per Milano un segno forte, «è una grande gioia perché è stato Martini a volerla e a vederla nascere, a renderla una realtà che unisce Comune e Diocesi, a pensarla come un luogo di accoglienza e cultura". "Quella via, d’ora in poi – ha aggiunto il sacerdote indicato dallo stesso Martini come presidente della Fondazione – porterà la testimonianza del cardinale: del Martini arcivescovo, oltre che del gesuita; del Martini milanese e del pastore capace di dare alla Chiesa un’orizzonte di comunione, fraternità e dialogo, accelerando il grande bisogno di una riforma che oggi il Papa sta attuando. Una Chiesa povera per i poveri, segnata dalla carità".