Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in un hub vaccinale
Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, in un hub vaccinale

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Milano - Per i quarantenni lombardi la campagna vaccinale non partirà prima del 20 maggio. Indicativamente tra una settimana i nati fino al 1981 potranno prenotare un appuntamento per l’inoculazione del siero contro il Coronavirus. A comunicarlo è stato, ieri, il presidente della Regione, Attilio Fontana. Parole, le sue, che hanno di fatto congelato l’annuncio scandito dal generale Francesco Paolo Figliuolo soltanto mercoledì, appena 24 ore prima, quando il commissario straordinario per l’emergenza Coronavirus ha autorizzato le Regioni ad aprire le agende della campagna vaccinale ai quarantenni già da lunedì 17. Da qui la frenata di Fontana, una frenata prudenziale, motivata – spiegano da Palazzo Lombardia – dal fatto che le agende lombarde, a differenza di quelle di altre regioni, sono già piene di appuntamenti, la percentuale di rifiuti tra i vaccinandi è bassissima (0,5%) e, terza ragione, non vi è ancora certezza sul numero di dosi che il Governo potrà garantire da qui ai prossimi giorni.

«Noi vogliamo fare le cose sempre con coerenza – spiega il governatore lombardo ai microfoni di Radio24 –. Non vogliamo fare sparate che non hanno significato. Le nostre agende sono state riempite dai 50-60enni che hanno aderito, e sono molto orgoglioso di questo. Fino al 20 maggio abbiamo la programmazione delle dosi che ci verranno consegnate. Dopo il 20 sapremo se arriveranno ulteriori dosi. Credo che quella sia la data nella quale possiamo prevedere un eventuale allargamento". Traduzione ulteriore: se altre Regioni hanno necessità di ampliare i target da vaccinare per poter riempire le agende, la Lombardia no. Ed è inutile partire con le prenotazioni se poi non si hanno le dosi per tutti. Mercoledì in Lombardia risultava consumato oltre il 95% delle scorte di siero. D’altro canto, però, il Governo ha assicurato che entro la fine di questa settimana ne arriveranno 3 milioni da dividere tra le Regioni. Si naviga a vista.

Già nei giorni scorsi Fontana ha sottolineato come la macchina lombarda possa garantire più vaccinazioni di quanti ne faccia attualmente, se solo ci fossero dosi. Concetto ribadito ieri: "Sulla campagna vaccinale la Lombardia sta viaggiando a ritmo eccellente. Noi rispettiamo tutte le indicazioni che ci vengono date da Roma, rispettiamo i numeri che ci vengono richiesti e potremmo andare molto oltre quei numeri ma dobbiamo tenere conto dei vaccini a disposizione. Il generale Figliuolo ci ha detto di viaggiare intorno alle 85mila inoculazioni e noi abbiamo superato di qualche centinaio questa soglia, ma con la nostra organizzazione potremmo inoculare 140-150mila dosi al giorno". Da qui la richiesta di avere le dosi di AstraZeneca rifiutate in altre regioni, una richiesta che Figliuolo, fa sapere Fontana, "sta valutando".