La Regione punta a chiudere in meno di due settimane il primo giro d’iniezioni per gli ove
La Regione punta a chiudere in meno di due settimane il primo giro d’iniezioni per gli ove

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Milano, 30 marzo 2021 - Tra domenica notte e ieri, assicura la vicepresidente e assessore al Welfare della Lombardia Letizia Moratti, sono stati inviati sms con le prenotazioni a tutti i 115mila ultraottantenni che hanno aderito alla campagna lasciando il numero di cellulare ed erano ancora in attesa di un appuntamento per la prima dose di vaccino antiCovid. Per altri cinquantamila pure in attesa, ma che avevano lasciato un telefono fisso, sono "in via di ultimazione", assicurano dall’assessorato al Welfare, le chiamate di convocazione. Le fa il call center di Aria col tutoraggio delle otto Ats, alle quali la Regione ha distribuito un elenco di circa 25mila anziani che il portale aveva spedito in centri lontani più di 30 chilometri da casa, e promette che entro domani anche loro saranno contattati per rifissare un appuntamento in un hub "il più possibile limitrofo al domicilio". Dalle Ats che, insieme alle Asst che somministrano praticamente tutti i vaccini, sono state affiancate ad Aria per tamponare gli svarioni di prenotazione costati la poltrona al Cda della società regionale, e in generale gestire una delicata fase di transizione fino all’apertura, dopo Pasqua, della "campagna di massa" che s'appoggerà a una piattaforma diversa, quella di Poste italiane.

L’urgenza, adesso, è chiudere il primo giro vaccinale per le categorie rimaste sul portale Aria e la fase 1-bis affidata in toto agli ospedali (dentisti, farmacisti, veterinari e altri sanitari che non lavorano per il servizio pubblico): a domenica sera risultavano vaccinati con una dose il 63% dei 219.416 lavoratori della scuola e il 53% dei 725.923 ultraottantenni, dei quali uno su cinque (il 21%) ha fatto anche il richiamo. Ma mentre i 49.577 over 80 ricoverati in Rsa, vaccinati per primi insieme alla sanità pubblica, sono coperti all’80% anche col richiamo, degli altri 676.346 (inclusi gli oltre 73mila che a giovedì scorso non avevano aderito alla campagna vaccinale) solo metà, a ieri mattina, aveva avuto la prima dose (il 17% anche la seconda).

Moratti assicura che dopo quest’ultima infornata di convocazioni via sms o telefonata saranno "calendarizzati" gli appuntamenti a tutti gli ultraottantenni che hanno chiesto il vaccino e possono farlo nei centri vaccinali, e che tutti avranno la prima dose entro l’11 aprile. Mentre continuerà anche dopo la vaccinazione a domicilio degli ultraottantenni "non autonomi": i medici di base in Lombardia ne hanno segnalati circa cinquantamila, di cui più di metà tra il Milanese e il Lodigiano di competenza dell’Ats Metropolitana (anche se, dei 5.203 che a domenica avevano avuto la prima dose, quasi metà l’hanno avuta nei centri vaccinali perché dalle verifiche delle Asst è emerso come non fossero costretti a casa ma avessero solo bisogno di aiuto, poi fornito col contributo dei Comuni, per raggiungere gli hub).

Per chiudere l’operazione prima dose agli over 80 prima di partire con la campagna di massa, la Regione sta ipotizzando alcuni V-Day massivi dedicati a loro, ma soprattutto conta su una maxifornitura da Pfizer in tre tranche, la più cospicua delle quali, da 255mila dosi, è attesa il 5 aprile; la prima è già arrivata e la seconda era attesa ieri, dunque non compariva ancora sul contatore ministeriale né su quello regionale, aggiornato alle 8 di mattina, che segnava un milione 807.890 dosi complessive consegnate alla Lombardia dal 27 dicembre di cui un milione 231.290 di Pfizer, già consumato al 96% (mentre AstraZeneca risultava utilizzato al 60% e Moderna al 46%).

Complessivamente  la Lombardia ieri "ha superato il milione e mezzo di dosi" di antiCovid iniettate, ha festeggiato il governatore Attilio Fontana su Facebook; precisamente, già alle 8 di mattina erano un milione 506.305.