Lorenzo Gubian, da ieri amministratore unico di Aria dopo le dimissioni del Cda
Lorenzo Gubian, da ieri amministratore unico di Aria dopo le dimissioni del Cda

Milano - Potrebbe avvenire tra pochi giorni la migrazione della campagna antiCovid lombarda alla piattaforma di Poste italiane, ad eccezione dei già vaccinandi personale scolastico e ultraottantenni che continueranno a esser gestiti da Aria col sostegno in corsa delle Ats e delle Asst per cercare di risparmiare svarioni sulle prenotazioni almeno agli anziani. "Con Poste si pensa di essere pronti i primi di aprile per partire", ha annunciato l’ingegner Lorenzo Gubian, da ottobre direttore generale e da ieri mattina anche amministratore unico di Aria Spa, dopo le dimissioni in blocco del Cda su richiesta del governatore Attilio Fontana. Il dg ha rinunciato al compenso per il ruolo di amministratore unico, che manterrà "fino all’approvazione del bilancio 2020" e nel quale ha subito debuttato in audizione alla Commissione Bilancio del Pirellone.

A dare spiegazioni sui "disguidi" del portale che son costati la testa al Cda di Aria; e "ci sono stati", ammette, ma "erano legati alla complessità della partita", "difficile da stimare perché è la prima volta nella storia che c’è una campagna di queste dimensioni". "Abbiamo lavorato con 200 centri vaccinali oltre alle Rsa e a diverse migliaia di ambulatori", sono stati iniettati "1,3 milioni" di vaccini in Lombardia e "con questi numeri l’errore zero è impossibile". Scarica anche qualche responsabilità, Gubian , ma soprattutto una parte di colpa l’ingegnere l’addossa alle Asst, cioè gli ospedali pubblici che insieme ai privati accreditati curano il Covid, con 845 ricoverati in terapia intensiva e 7.132 nei reparti ieri, per la prima volta stabili e in discesa dall’inizio della terza ondata che ha appena iniziato la ritirata a Milano (l’Rt al 19 marzo è sceso sotto l’uno, a 0.97).

«Parecchie volte le Asst hanno fornito date di attivazione sbagliate con fasce orarie più larghe o più strette", ha detto Gubian ammettendo a carico di Aria "qualche errore materiale nella trascrizione delle agende. Non dico non ne avremmo potuti evitare diversi, ma che siamo partiti con tempi compressi perché c’erano i vaccini ma non c’era la campagna", ha spiegato l’ingegnere, evitando tuttavia di attribuire responsabilità ai vertici della Regione quando i consiglieri d’opposizione l’hanno incalzato sulle dichiarazioni di Mario Mazzoleni, membro del Cda silurato, che ha sostenuto che se la campagna per gli ultraottantenni e i servizi essenziali, anticipata due volte in quindici giorni e partita il 18 febbraio, non è stata affidata subito al portale di Poste perché "non era pronto", a maggior ragione non poteva esserlo quello di Aria. Il dg / amministratore unico conferma che il sistema Poste sia stato valutato e scartato soprattutto perché non garantiva "la modalità a inviti" , oltre che perché all’epoca gli "mancavano dei servizi" come "la gestione del magazzino e dell’anamnesi": la Lombardia, con quasi 675mila ultraottantenni da vaccinare fuori dalle Rsa, voleva "evitare un click day" con prenotazione diretta in un momento in cui gli arrivi dei vaccini erano "centellinati".

E per Poste "non era possibile implementare in una o due settimane queste funzionalità", ha chiarito l’ingegnere, sottolineando che però "i rischi" di affidarsi al portale di Aria "sono stati valutati in Unità di crisi e si è deciso di partire, e in Unità di crisi c’eravamo anche noi". Risposta che non hanno soddisfatto le opposizioni: "Bocche cucite, uno spettacolo indecente e indecoroso", commenta il capogruppo grillino Massimo De Rosa, e il Pd addebita ad "Attilio Fontana, Letizia Moratti e Guido Bertolaso" la responsabilità del "disastro conclamato", invocando un intervento del commissario nazionale, generale Figliuolo; mentre il radicale Michele Usuelli chiede che la "relazione Gubian" sulla scelta di utilizzare in prima battuta il portale di Aria sia acquisita dall’ Orac.