Giulio Gallera e Roberto Maroni
Giulio Gallera e Roberto Maroni

Milano, 4 settembre 2017 - "Non voglio lo scontro col Governo. Ho parlato con la ministra Fedeli, ci siamo chiariti. Non c'è posizione di conflittualità, vogliamo risolvere il problema con la leale collaborazione tra istituzioni". Così, Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, affronta il tema vaccini. 

La diatriba fra Regione e Governo era nata la scorsa settimana dopo l'annuncio della Giunta lombarda di voler concedere un percorso di 40 giorni di tempo dall'inizio della scuola per mettere in regola i bambini iscritti agli asili nido (gli unici di competenza diretta) dal punto di vista delle vaccinazioni. Percorso che avrebbe dovuto essere formalizzato nella delibera attesa per oggi. Magari già "entro stasera", è stato spiegato da Maroni insieme all'assessore al Welfare, Giulio Gallera, la Regione deciderà se procedere con una delibera o un semplice provvedimento attuativo interno, dopo aver valutato dal punto di vista politico e legale anche la risposta del governo alla lettera inviata nei giorni scorsi dalla Regione.  "Stiamo valutando con i nostri legali se, dopo la lettera delle ministre Fedeli e Lorenzin, vale la pena farla o se invece preferiamo optare, a questo punto, per una comunicazione interna ai soggetti interessati dalla procedura", ha spiegato Maroni. 

In mattinata è infatti arrivata la lettera inviata dalle titolari dei due dicasteri interessati dal decreto che rende obbligatorie 10 vaccinazioni (la poliomelite, la difterite, il tetano, l'epatite B, la pertosse, l'Haemophilius di tipo B, il morbillo, la parotite, la rosolia e la varicella - quest'ultimo, però, solo per i nati a partire dal 2017), Fedeli e Lorenzin, che appunto ribadiva che i due ministeri hanno fatto tutto il possibile per venire incontro alle famiglie e ai soggetti coinvolti e che non serve la proroga proposta dalla Regione Lombardia. Anche perché, si spiega nella lettera, la proroga della Lombardia creerebbe disparità tra le regioni italiane. "La lettera dei due ministeri - ha detto Maroni - riconosce l'impegno e la correttezza delle questioni poste dalla Regione Lombardia. Il primo settembre è stata disposta una circolare che risponde proprio alle nostre preoccupazioni. Ma a differenza delle ministre riteniamo che non tutte le nostre esigenze, per semplificare la vita dei cittadini, siano state accolte dalla circolare".

Ovvero, la circolare di venerdì primo settembre, emanata dalle due ministre, e che arriva dopo quella dello scorso 16 agosto,  che ha placato lo scontro politico tra la Regione e il governo: il testo infatti viene parzialmente incontro alle richieste e ai problemi sollevati proprio dalla Lombardia inserendo la possibilità, per le famiglie, di presentare un'autocertificazione della telefonata con le Ats (le ex Asl) in cui il genitore prende appuntamento per vaccinare il figlio. Poi, da lì, ci sarà tempo fino al 10 marzo per fare la vaccinazione.

A Milano e hinterland non c'è nessuna corsa particolare ai vaccini, per mettersi al passo con il decreto che ha elevato l'obbligo a 10 vaccinazioni. C'è però un pò di attesa da parte delle famiglie, che in molti casi aspettano istruzioni più dettagliate dai dirigenti scolastici per capire le modalità e i tempi in cui certificare la situazione vaccinale del proprio bambino. Alcuni Comuni, tra cui quello di Cinisello Balsamo, nei giorni scorsi hanno scritto direttamente alle famiglie per confermare che "per i bambini delle scuole infanzia, primaria e secondaria saranno i dirigenti scolastici ad informarle in merito a modalità e tempi con cui produrre le informazioni relative all'obbligo vaccinale dei vostri figli". Alcune aziende ospedaliere invece, come l'Asst Lariana, hanno organizzato una procedura semplificata "per facilitare gli adempimenti previsti dalla legge, per bambini e ragazzi da 0 a 16 anni". Nel dettaglio, collegandosi al sito www.asst-lariana.it, nella sezione Vaccinazioni, è scaricabile un modulo per chiedere un appuntamento e mettersi in regola con le vaccinazioni obbligatorie.