E’ una dottoressa di Courmayeur la prima farmacista italiana a vaccinare contro il Covid. “Devo confessare che ero abbastanza emozionata nel preparare la prima dose, anche se ero inconsapevole di stare per diventare la prima tra i colleghi a inoculare un vaccino. Mi tremavano un po’ le mani. Ma poi tutto è diventato più normale e la concentrazione sul lavoro ha preso il sopravvento”, spiega Serena Carmina, titolare di farmacia a Courmayeur che sabato - in anticipo sul programma di partenza della Valle d’Aosta, prima Regione ad aprire questo canale - ha somministrato il vaccino a una donna di 60 anni “molto motivata a vaccinarsi perché ha perso il marito per Covid”, ha aggiunto Carmina.

“E’ nato tutto per caso - continua - e sono contenta che tutto sia filato liscio. La preoccupazione era che qualcosa, anche non dipendente da me, non andasse per il verso giusto. Ho anticipato le vaccinazioni per una concatenazione di fatti. Noi avevamo deciso di vaccinare, a farmacia chiusa, il sabato e la domenica, anche per avviare le procedure con maggiore serenità, senza le altre attività. Ci hanno consegnato le dosi, per la settimana successiva, il venerdì. Ma noi, dovendo vaccinare nel weekend, avremmo cominciato il 15 e il 16. A questo punto ci hanno autorizzato a vaccinare già il sabato 8 e la domenica 9”. 

L'esercito in campo

Circa 70mila farmacisti, per un totale di oltre 11mila farmacie in tutta Italia, e oltre 35mila medici di famiglia: è l’esercito dei 46mila vaccinatori pronti a scendere in campo a sostegno della campagna vaccinale anti-Covid. L’obiettivo, come indicato dal commissario straordinario all’emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, è superare le 500mila somministrazioni al giorno entro giugno coinvolgendo maggiormente proprio i medici di base e le farmacie. Ma le dosi ancora scarseggiano e sui medici pesano troppe incombenze burocratiche, tanto che molti stanno valutando di ritirare la disponibilità data. Anche i farmacisti sono pronti, ma i vaccini, affermano, «non ci sono». 

Proprio queste difficoltà rappresentano ostacoli concreti alla realizzazione dell’obiettivo indicato dal generale Figliuolo ed i medici chiedono di agire al più presto. Le dosi, spiega il segretario generale della Federazione italiana dei medici di Medicina generale (Fimmg) Silvestro Scotti, «ancora non ci sono oppure vengono consegnate ‘a singhiozzò non consentendo un’organizzazione delle vaccinazioni. Questo nonostante varie Regioni abbiano dichiarato che la situazione sta andando verso un miglioramento». 

Il rischio frenata

«Il rischio è che molti medici ritirino la disponibilità a vaccinare e mi risulta che lo stiano già facendo», avverte Scotti annunciando che «se questa situazione non cambierà, la prossima settimana valuteremo lo stato di agitazione della categoria a livello nazionale». Coinvolgere i medici di base, rileva inoltre il vicesegretario Fimmg Fiorenzo Corti, «avrebbe anche l’effetto indiretto di migliorare il problema delle liste di attesa negli ospedali, poichè al momento molti medici ospedalieri sono impiegati per le vaccinazioni negli hub e ciò aggrava le attese». Quanto alle farmacie, «noi siamo pronti - afferma il segretario nazionale di Federfarma, Roberto Tobia - e 70mila farmacisti hanno già terminato il corso abilitante dell’Istituto superiore di sanità». 

Il Lazio apripista

Prenotazioni aperte già dal 20 maggio, per fare il vaccino anti Covid in farmacia nel Lazio. E dal 24 si parte con le somministrazioni che, in questa fase iniziale saranno fatte con il J&J, a dose unica, per gli under 50. “Noi siamo pronti. Nella maggior parte dei casi si utilizzeranno dei gazebo esterni, come abbiamo fatto con i tamponi, ma ogni farmacia si attrezzerà a seconda degli spazi disponibili”, spiega Alfredo Procaccini, vicepresidente di Federfarma Roma, che ha partecipato agli incontri con i rappresentanti regionali per il protocollo d’intesa firmato da Federfarma Lazio nei giorni scorsi.

“La campagna vaccinale è sempre legata alla presenza dei vaccini - continua Procaccini - bisognerà quindi attendere quanti e quali vaccini arriveranno. Al momento, nelle farmacie faremo il J&J in mono somministrazione”. La piattaforma Regionale “dovrebbe essere disponibile dal 20 maggio per l’apertura delle prenotazioni da noi. Il cittadino potrà scegliere in quale farmacia andare, optando per quella sotto casa, vicino all’ufficio o vicina alla scuola dei figli”. “Noi - continua - ci siamo organizzati dal punto di vista della formazione, con il corso dell’Istituto superiore di Sanità. I farmacisti saranno in grado di procedere in sicurezza. Utilizzeremo, nella maggior parte dei casi, strutture esterne, i gazebo, come quelle che abbiamo utilizzato con i tamponi. Verranno utilizzate in modo alternato oppure ne saranno aperte altre: il Comune di Roma, per esempio, è stato molto disponibile per un altro eventuale gazebo dedicato ai vaccini. Le strutture ci sono e i farmacisti sono pronti”.