L’hub di Palazzo delle Scintille a Milano è uno dei più grandi d’Italia
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Milano - Sospesi fino a nuovo ordine in Lombardia i richiami dell’antiCovid per gli under 60 che hanno avuto AstraZeneca in prima dose, all’indomani dell’annuncio della nuova raccomandazione del Cts che stavolta il Governo ha reso "perentoria": anche la seconda dose, per chi ha meno di sessant’anni e ha avuto una razione del vaccino di Oxford, dovrà essere somministrata con quelli a mRna, Pfizer o Moderna. Ieri la Direzione Welfare della Lombardia ha congelato i richiami per i nati dal 1962 in avanti già vaccinati con AstraZeneca, prima "in attesa di una nota ufficiale del Ministero della Salute e di Aifa, competenti a rilasciare un parere scientifico" sul richiamo “eterologo” (cioè con un vaccino diverso) sdoganato venerdì sera in conferenza stampa dal commissario Francesco Paolo Figliuolo, e poi, una volta arrivati la circolare ministeriale e il parere dell’Aifa, per "gli stretti tempi necessari" a "riorganizzare il programma vaccinale sulla base delle dosi disponibili", hanno chiarito dalla Regione assicurando che agli under 60 che hanno avuto AstraZeneca in prima dose la seconda sarà somministrata con Pfizer o Moderna. Per chi ha più di sessant’anni "nulla cambia", mentre chi ne ha meno e ieri s’è presentato ai centri vaccinali per il richiamo con AstraZeneca è stato rimandato a casa in attesa d’essere riconvocato; ieri sera, fanno sapere dall’assessorato al Welfare, erano "in fase di invio gli sms di sospensione degli appuntamenti che saranno a breve riprogrammati".

Operazione non semplice, fanno notare dall’assessorato: se lo stesso generale Figliuolo, annunciando la retromarcia di massima cautela dopo la morte di una ragazza di 18 anni che era stata vaccinata con AstraZeneca in Liguria (un caso sul quale stanno indagando la Procura di Genova e i Nas, poiché è emerso che la giovane soffriva di piastrinopenia autoimmune e assumeva una terapia ormonale), ha ammesso che questa decisione avrà "qualche minimo impatto" sulla campagna vaccinale, ciò vale a maggior ragione in Lombardia. Che non è tra le Regioni che, prima o dopo il via libera a vaccinare senza limiti d’età, avevano organizzato open day destinati ai giovani anche a base di AstraZeneca o J&J, nonostante questi vaccini fossero raccomandati per gli over 60. Ma la tagliola del richiamo eterologo - scelta "non di incertezza o paura ma di prudenza" perché l’obiettivo è "arrivare in fondo alla campagna coinvolgendo tutti", ha sottolineato il virologo della Statale Fabrizio Pregliasco - si abbatte anche sulla campagna regionale più vasta d’Italia e al momento più veloce (93,3% di dosi somministrate rispetto a quelle consegnate); che ha circa 186mila under 60 vaccinati con AstraZeneca da fine marzo in poi da richiamare ora con un vaccino diverso, dei quali circa novantamila hanno il richiamo fissato entro fine giugno. E ora vanno “infilati” nella programmazione, lavorando sugli intervalli (il Ministero ha mantenuto la tempistica di AstraZeneca, la Lombardia aveva fissato i richiami in media a 72 giorni ma si può arrivare a 84) e trovando per loro dosi di Pfizer e Moderna. Gli stessi vaccini che devono essere iniettati agli altri under 60 - in questa fase principalmente quarantenni e trentenni - che non appartenendo a una categoria prioritaria sono ancora in attesa della prima dose di antiCovid, e l’hanno prenotata nei prossimi giorni e settimane.