Milano, 17 marzo 2018 - Sette bambini sono rientrati a scuola. Altri tre, invece, sono ancora in sospeso. E scatta l’ultimatum per le loro famiglie che, se non presenteranno il certificato delle vaccinazioni o la prenotazione della visita negli ambulatori specializzati, rischiano una denuncia alla Procura, per violazione dell’obbligo vaccinale (sono dieci i vaccini richiesti per poter frequentare la scuola: poliomielite, difterite, tetano, epatite B, pertosse, Haemophilus influenzae B, morbillo, rosolia, parotite e varicella). Quando è scaduto il termine per presentare al personale scolastico i documenti richiesti erano dieci i casi milanesi ancora in sospeso, solo per quanto riguarda gli asili nido e le scuole materne comunali, senza considerare gli istituti privati. La maggior parte delle famiglie ha scelto di regolarizzare la posizione, presentando il libretto, la «prova» che la vaccinazione è stata effettuata. Non sono sufficienti, infatti, le autocertificazioni. Mancano quindi all’appello i documenti di tre bambini (due risultano assenti da giorni) che, per ora, non potranno rientrare a scuola. Ai nidi e alle scuole dell’infanzia, infatti, non si entra, a meno che non si dimostri di avere un appuntamento certificato dall’Ats.

IL termine è scaduto, ma prima di far partire le denunce il Comune di Milano ha deciso di concedere qualche giorno per dare il tempo agli ultimi genitori di mettersi in regola. Nel frattempo anche alle primarie, medie e superiori i presidi si trovano alle prese con le carte: dovranno consegnare al più presto l’elenco degli inadempienti all’Ats, le ultime “istruzioni” dall’ufficio scolastico indicavano come ultimissima data il 20 marzo, giorno in cui si dovranno consegnare anche i dati per le iscrizioni al prossimo anno. Si attende una nuova circolare per capire le tempistiche anche rispetto alle possibili multe che scatteranno per le scuole dell’obbligo. I numeri degli inadempienti, a Milano, sembrano comunque contenuti (solo a fine febbraio si contavano ancora 692 “irregolari” che progressivamente hanno sanato la loro posizione), rispetto al dato nazionale.

«Nella fascia da 0 a 3 anni è stato calcolato che 30mila bambini non sono stati ancora vaccinati e nella fascia 0-16 il numero sale a 80mila-100mila tra bambini e ragazzi - spiega Luisa Regimenti, presidente dell’Associazione Nazionale Medicina Legale Contemporanea -. Ora mi chiedo se le madri o i padri di tutti questi bambini sappiano cosa significa non vaccinare il proprio figlio e a quali conseguenze lo espone. Si rischia di buttar via anni e anni di scienza, Edoardo Jenner non avrebbe mai usato i suoi figli come cavie se non era più che certo dell’effetto del vaccino, scoprendo che un batterio attenuato e inoculato dava immunità e non malattia». Simona Ballatore