Vaccinazioni obbligatorie per gli scolari
Vaccinazioni obbligatorie per gli scolari

Milano, 7 marzo 2018 - Scade domani il tempo concesso ai genitori per portare a scuola i documenti definitivi sui vaccini - pena la multa e, all’asilo, la messa la porta della prole finché non vengono consegnati - per l’anno scolastico primo della legge Lorenzin sull’obbligo vaccinale.

Che potrebbe anche essere l’ultimo (M5S e Lega, trionfatori alle elezioni del 4 marzo, hanno promesso di abolirla), ma intanto è in vigore, e grande è la confusione sotto il cielo. I Ministeri della Salute e dell’Istruzione hanno diramato solo il 27 febbraio la circolare operativa sull’“ultimatum”. Lì si descrive la possibilità di una «procedura semplificata» per le Regioni che hanno già un’anagrafe vaccinale: è la scuola a mandare l’elenco degli iscritti all’Asl, che le indica gli inadempienti; i presidi entro il 20 marzo scrivono ai genitori che hanno 10 giorni per giustificarsi coi documenti; entro il 30 aprile si mandano i nomi di chi non li ha portati all’Asl. Piemonte e Toscana hanno annunciato che applicheranno la “proroga”, in Emilia-Romagna si chiederanno i documenti solo a chi aveva presentato un’autocertificazione e così in Liguria. E in Lombardia? La Regione ha completato la sua anagrafe vaccinale, ma la circolare bi-ministeriale è arrivata il 28 febbraio, e le scuole avrebbero dovuto mandare gli elenchi all’Ats entro il 2 marzo. Perciò, spiega l’assessore al Welfare Giulio Gallera, i genitori che hanno autocertificato i vaccini dovranno consegnare il certificato o la copia del libretto vaccinale; chi aveva chiesto di mettersi in pari (formalmente o autocertificando la richiesta) dovrà portare i certificati se si è vaccinato, la prenotazione dell’appuntamento se è fissato dopo il 10 marzo. Ma aggiunge: «Regione ha messo in atto tutte le azioni per l’attuazione di quanto previsto dalla legge in modo che nessun bambino sia escluso da scuola. Entro il 20 marzo le scuole ci invieranno gli elenchi di coloro che non hanno presentato i documenti. Saranno i nostri centri vaccinali a verificare ogni singola situazione per accertare che dietro l’inadempienza ci sia l’effettiva volontà di non vaccinare e non un errore o una dimenticanza. Solo dopo si potrà effettivamente dichiarare l’inadempienza all’obbligo. Così proseguiamo nel percorso per un’adesione consapevole e responsabile».

Tocca comunque agli asili lasciar fuori i bambini. L’Ufficio scolastico regionale il 5 marzo ha inviato una circolare ai presidi degli asili statali in cui si spiega che i documenti vanno consegnati entro il 10 marzo ma l’esclusione scatta dopo il 20. Dal Comune di Milano chiariscono invece che nei nidi comunali senza i documenti da lunedì non si entra: «Abbiamo accompagnato le famiglie con lettere a chi doveva consegnare qualcosa - spiega la vicesindaco Anna Scavuzzo -. La nota dell’assessore ci ha colti di sorpresa, non capiamo. Il tema delicato sono le autocertificazioni: quei bambini li abbiamo considerati vaccinati, abbiamo riformulato le classi per garantire copertura a chi non si può vaccinare. Se qualcuno il 10 marzo non consegna il certificato siamo portati a pensare che abbia dichiarato un falso, commesso un reato. E lo segnaleremo alla procura».

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