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17 mag 2022

"Un’energia contagiosa" ma il Beccaria è tutto esaurito

La visita del ministro Cartabia che ha apprezzato le attività per la rinascita. Da mesi non c’è più posto al carcere per i minorenni. Ora ospita 37 detenuti

17 mag 2022
dimarianna vazzana
Cronaca
Il ministro Marta Cartabia in un corridoio dell’Istituto penale
Il ministro Marta Cartabia in un corridoio dell’Istituto penale
Il ministro Marta Cartabia in un corridoio dell’Istituto penale
Il ministro Marta Cartabia in un corridoio dell’Istituto penale
Il ministro Marta Cartabia in un corridoio dell’Istituto penale
Il ministro Marta Cartabia in un corridoio dell’Istituto penale

di Marianna Vazzana

Una penna. La cercava ieri un giovane detenuto per scriversi sul braccio il nome di una ragazza appena conosciuta. Una volontaria. Niente smartphone in tasca e l’inchiostro torna amico. Una scena che fa riflettere su cosa significhi stare “dentro“ e su cosa rappresenti per un adolescente. Una scena marginale ma significativa durante una giornata importante all’Istituto penale per i minorenni Cesare Beccaria che ha accolto il ministro della Giustizia Marta Cartabia: ha potuto guardare da vicino i frutti del progetto “Palla al centro“ promosso dalla Fondazione Francesca Rava. Una palestra riqualificata e quattro aule rimesse a disposizione nell’ex palazzina femminile per un corso di grafica e web design, più un laboratorio di arte. Poi l’aula di informatica, gestita da volontari di Microsoft Italia, teatro di corsi digitali. "La forza di questa iniziativa è nella capacità di contagiare tutti con energia positiva", ha evidenziato il ministro, ispirata dal quadro creato e donatole dai ragazzi: "C’è buio. Ma qualcuno ha acceso una candela che porta luce ed energia raggiungendo anche i punti più periferici: Fondazione Rava è così. E la giustizia stessa è un volto amico che dà una seconda possibilità". Il buio ha abbondato nell’ultimo anno: arrestati dalla Polizia di Stato nella provincia di Milano 325 giovani dai 14 ai 20 anni per rapina in strada. Quasi uno al giorno. E il Beccaria continua a essere al completo: oggi sono 37 i ragazzi (la capienza è di 36). Si lavora per costruire un ponte tra “dentro” e “fuori” con percorsi di rinascita. "Grazie alle attività – evidenzia Mariavittoria Rava, presidente della Fondazione Rava – i ragazzi capiscono che c’è un’alternativa ai reati che hanno commesso. La percentuale più alta è quella dei reati contro il patrimonio. Molti dei giovani che prendono strade sbagliate vivono in situazioni di povertà: si intervenga per aiutare le famiglie".

E nel lockdown "alcuni hanno sviluppato una dipendenza da social che ha portato a un’astrazione dalla realtà". A non distinguere la violenza “vera“ da quella virtuale. Progetti come “Palla al centro“ aiutano a tornare in carreggiata ma anche "a ridurre – sottolinea il direttore del carcere Fabrizio Rinaldi – la sensazione di abbandono". I prossimi corsi saranno di jujitsu e arte; in lista anche la riqualificazione dell’area verde e due campus in collaborazione incursori e palombari di Comsubin della Marina Militare. Tra gli intervenuti: Maria Carla Gatto, presidente del Tribunale per i minorenni, il prefetto Renato Saccone, la vicepresidente della Regione e assessore al Welfare Letizia Moratti, l’assessore al Welfare del Comune Lamberto Bertolè.

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