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13 mag 2022

"Una famiglia perbene, siamo tutti sotto choc"

I commenti nel palazzo il giorno dopo l’omicidio-suicidio. Marco De Marchi era consigliere condominiale

13 mag 2022
I carabinieri davanti al palazzo di via delle Ande dove è avvenuto l’omicidio suicidio
I carabinieri davanti al palazzo di via delle Ande dove è avvenuto l’omicidio suicidio
I carabinieri davanti al palazzo di via delle Ande dove è avvenuto l’omicidio suicidio
I carabinieri davanti al palazzo di via delle Ande dove è avvenuto l’omicidio suicidio
I carabinieri davanti al palazzo di via delle Ande dove è avvenuto l’omicidio suicidio
I carabinieri davanti al palazzo di via delle Ande dove è avvenuto l’omicidio suicidio

Nel grattacielo di 15 piani con una settantina di appartamenti sembra una mattina come tante. Viavai tra l’ascensore e il portone, saluti nell’atrio. Quasi non pare possibile che in questo palazzone di via Delle Ande 10, al quartiere Gallaratese, nel tardo pomeriggio del giorno prima sia avvenuto un omicidio-suicidio: in un appartamento del terzo piano, Marco De Marchi, ingegnere di 56 anni, ha ucciso la madre novantenne Miranda Pomini soffocandola con lo scotch per poi impiccarsi in bagno con la corda della tapparella. "Siamo sgomenti. Scioccati. Marco non aveva mai dato segni di squilibrio né di depressione", dicono alcuni condòmini. "Era una persona stimata, tenuta in considerazione anche per le questioni condominiali dato che era uno dei consiglieri del palazzo". L’anziana mamma trascorreva il tempo soprattutto a casa: autosufficiente, abitava da sola ma veniva aiutata dai figli per la spesa quotidiana e le altre commissioni, e stando a quanto raccontano i vicini usciva molto poco. Probabilmente per gli acciacchi dell’età. Marco abitava con l’altro fratello, più grande, al quarto piano dello stesso edificio. Insieme avevano accudito il papà, deceduto nel 2018 a causa di una malattia degenerativa, e come emerso già due giorni fa questa esperienza con tutta probabilità lo aveva segnato. L’ipotesi dei carabinieri (le indagini sono a cura dei militari del Nucleo operativo Magenta e della stazione di Musocco) è che lo preoccupasse la prospettiva futura: vedere la madre invecchiare e, chissà, forse pensare di non riuscire ad assisterla come aveva fatto a suo tempo con il padre. Pensieri cupi, forse maturati durante il periodo di pandemia e con tutta probabilità diventati sempre più pressanti. Non risulta si fosse rivolto a uno specialista.

Mercoledì, il gesto estremo: prima ha tappato il volto della mamma con del nastro adesivo, coprendole naso e bocca e impedendole di respirare, mentre era sul divano, e poi è andato a impiccarsi nel bagno. La scena macabra si è poi materializzata davanti agli occhi del fratello, sceso dal quarto al terzo piano. Una volta scoperte le salme, ha chiesto aiuto. "Una tragedia che per noi è stata un fulmine a ciel sereno. Non ce lo saremmo mai aspettato – racconta un abitante –. Io vivo qui da 17 anni e già questa famiglia abitava nel condominio quando sono arrivato: mamma e papà al terzo piano; i due figli, da soli, al quarto. Persone tranquille, che non hanno mai creato problemi". Stando a quanto risulta al momento, il marito di Miranda Pomini e padre del Da Marchi era un dirigente d’azienda che ha sempre provveduto alla sua famiglia. Da quattro anni, il nucleo era di tre persone. Ora la famiglia è distrutta.

M.V.

© Riproduzione riservata

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