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10 giu 2022

La truffa: dall’Albania per farsi operare. Bastava pagare fino a seimila euro

Tessere sanitarie ed esenzioni a cittadini del Paese delle aquile che non ne avevano diritto "Così faremo soldi a palate..."

10 giu 2022
nicola palma
Cronaca
Il sodalizio criminale è stato intercettato e ripreso per potere documentare il giro d’affari sull’asse Tirana-Milano L’inchiesta ha coinvolto anche la Procura di Bergamo
Il sodalizio criminale è stato intercettato e ripreso per documentare il giro d’affari
Il sodalizio criminale è stato intercettato e ripreso per potere documentare il giro d’affari sull’asse Tirana-Milano L’inchiesta ha coinvolto anche la Procura di Bergamo
Il sodalizio criminale è stato intercettato e ripreso per documentare il giro d’affari

Milano, 11 giugno 2022 -  Il turismo sanitario di chi riusciva a entrare in Italia senza averne i requisiti. Il traffico illecito di farmaci, rivenduti sul mercato nero in Albania. E le prestazioni sanitarie garantite in maniera truffaldina in alcuni dei più importanti ospedali lombardi, saltando le liste d’attesa e a totale insaputa delle strutture che le erogavano. Era un’associazione a delinquere ramificata e ben organizzata quella smantellata ieri dagli agenti della Squadra mobile di Bergamo e dai carabinieri del Nas di Milano, coordinati dal capo della Dda Alessandra Dolci e dal pm Silvia Bonardi. In cella , in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Sara Cipolla, sono finiti i presunti vertici del gruppo criminale, gli albanesi Gentian Iljazi (che in un’intercettazione si è paragonato a Madre Teresa di Calcutta) e Ndue Pulaj, i connazionali Evisa Sulejmani e Alexsander Gjoka e i medici Domenico Carriero e Domenico Paternicò (all’epoca entrambi in servizio all’ospedale Uboldo di Cernusco sul Naviglio), che erano fondamentali perché assicuravano prescrizioni mediche e ricette "rosse" dietro pagamento a stranieri (in stragrande maggioranza albanesi) che non avevano diritto. Un altro personaggio-chiave, secondo gli inquirenti, era Davide Luigi Vergani, impiegato dell’Asst Fatebenefratelli-Sacco e addetto all’ufficio Scelta-revoca del medico e alle iscrizioni al servizio sanitario regionale: stando a quanto emerso, il cinquantasettenne, definito dai pm "totalmente a libro paga di Iljazi", veniva remunerato con somme in contanti e in un caso con i biglietti per la partita Milan-Verona.   ...

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