Cremona, 9 agosto 2018 - «I passeggeri sono pregati di non dare monete ai molestatori. E nemmeno agli zingari: scendete alla prossima fermata, perché avete rotto i c...». È l’annuncio che i viaggiatori hanno sentito diffondersi martedì alle 12.50 sul treno regionale 2653 partito da Milano venti minuti prima e diretto a Cremona e Mantova. A parlare dagli altoparlanti, una voce femminile. Con tutta probabilità la capotreno. Una donna di 36 anni. Parole che sono state riportate sui social e che si sono diffuse alla velocità della luce generando un vespaio.

Raffaele Ariano, 32 anni, ricercatore di Filosofia dell’Università San Raffaele di Milano, tra i passeggeri, ha scritto un post su Facebook alle 13.20 dopo aver fatto presente l’accaduto agli operatori Trenord una volta sceso dal treno. Il suo post su Facebook è stato condiviso 300 volte. «Ringraziamo il cliente per la pronta segnalazione – la risposta ufficiale di Trenord –. Quanto riportato è grave e inqualificabile. Abbiamo prontamente avviato inchiesta interna a esito della quale adotteremo provvedimenti».

Intanto, dalla parte della capotreno si schiera il ministro dell’Interno Matteo Salvini che su Twitter tuona: «Invece di preoccuparsi per le aggressioni a passeggeri, controllori e capitreno, qualcuno si preoccupa dei messaggi contro i molestatori... Viaggiaresicuri è una priorità!». Su Instagram è ancora pù diretto: «Giù le mani dalla capotreno. Farò quello che è in mio potere per evitare sanzioni alla lavoratrice, che già ne sopporta di tutti i colori ogni giorno». Intanto, sempre sulle bacheche social (ma anche in privato) piovono insulti e minacce ad Ariano, che ha denunciato. E se qua e là, fra gli oltre 1.900 commenti in una manciata di ore, spunta qualche «Grazie, hai avuto tanto coraggio», una valanga di odio si scaglia contro il ricercatore: «Ariano, sei proprio un pezzo di m...», «Un Ariano che difende gli zingari. Non si capisce più niente», «Ma certo facciamo un elogio agli zingari ladri e licenziate i controllori. Siamo diventati un paese di buonisti deficienti», lo accusano di essere «radical chic.

Arrivano a minacciarlo: «Signor Raffaele, inserisca l’indirizzo di casa sua, vedrà quante visite inaspettate avrà, soprattutto dai suoi amici...», «Aspetta che molestano tua figlia, poi vedi se difendi tanto questa gente». Ariano legge, non risponde. Prende nota. Come fanno i suoi amici: «Procederò anche penalmente».