Renato Mazzoncini, ad delle FS, il governatore Attilio Fontana e l’assessore Davide Caparini

Milano, 10 luglio 2018 - «Si va verso una gestione separata del servizio di trasporto ferroviario regionale»: parole, quelle appena citate, messe nero su bianco nel comunicato diramato ieri sera dalla Regione di concerto con le Ferrovie dello Stato (FS). Parole messe nero su bianco al termine dell’incontro tra il governatore lombardo, Attilio Fontana, e l’amministratore delegato delle FS, Renato Mazzoncini. Parole che confermano, infine, quanto riportato su queste pagine nei giorni scorsi: la Regione, attraverso la controllata Ferrovie Nord Milano (FNM), socia al 50% di Trenord, e le FS, attraverso la controllata Trenitalia, a sua volta detentrice del 50% di Trenord, si spartiranno la gestione delle linee ferroviarie lombarde con tutto quel che ne consegue. Fine della gestione unica, fine della governance paritaria: ora il percorso verso la scissione può entrare nel vivo. Insieme a Fontana hanno partecipato al vertice anche gli assessori regionali Davide Caparini (Bilancio) e Claudia Terzi (Trasporti).

Lo scenario che va aprendosi ora è il seguente. Il trasporto ferroviario lombardo sarà disciplinato da due diversi contratti di servizio, uno sarà siglato dalla Regione insieme a Trenitalia per la parte di linee e rete gestite dalle FS, l’altro sarà siglato dalla Regione insieme a FNM per la parte di linee e rete gestite dalla stessa controllata. Palazzo Lombardia avrà indicativamente il 40-45% del servizio, mentre le FS il restante 55-60%. Oggi è in vigore un contratto di servizio che lega la Regione e Trenord (nella sua composizione attuale: Trenitalia più FNM) fino al 2020. Secondo indiscrezioni, le FS hanno ieri offerto due opzioni per il nuovo contratto di servizio, quello post scissione: un contratto di 7 anni anziché 5 ma con uno sconto sulla quota annua oppure un contratto ordinario, di 5 anni per l’appunto, ma a tariffa standard.

Della spartizione delle tratte qui s’era già scritto. La Regione si farà carico delle linee che già giacciono sulla rete di competenza di FNM: la Laveno-Varese-Saronno-Milano, la Como-Saronno-Milano, la NovaraSaronno-Milano, la Asso-SevesoMilano e la Brescia-Iseo-Edolo. In totale 110mila passeggeri al giorno. A queste aggiungerà una buona parte delle linee del passante ferroviario perché corrono su rete mista, cioè in parte delle FS e in parte di FNM. Quindi, gli investimenti. Secondo informazioni ufficiose, che vanno quindi prese come tali, le Ferrovie dello Stato acquisteranno di tasca propria 115 dei 161 nuovi treni previsti nel piano della Regione per un investimento di circa 870 milioni di euro. Ferrovie Nord Milano acquisterà i restanti 46 treni per un importo di poco inferiore ai 400 milioni di euro. Va sottolineato che FNM a fine maggio aveva sottoscritto un contratto di finanziamento con Cassa Depositi Prestiti dal valore di 650 milioni di euro proprio per l’acquisto di una parte, solo una parte, dei nuovi convogli. Oggi se ne saprà di più: Fontana, infatti, informerà il Consiglio regionale dei dettagli del percorso concordato con Mazzoncini.

giambattista.anastasio@ilgiorno.net