Stazione Cadorna di Milano
Stazione Cadorna di Milano

Milano, 27 agosto 2019 - Da un lato l’avanti tutta di Trenord, dall’altro il fermi tutti emerso dall’assemblea dell’Agenzia del trasporto pubblico locale di Milano, Monza, Lodi e Pavia. Due facce diverse, e contraddittorie, della stessa riforma: quella che dal 15 luglio ha cambiato le modalità di calcolo delle tariffe dei mezzi pubblici nell’area compresa tra Milano, Monza e relative province, introducendo il biglietto unico. Partiamo dall’avanti tutta: ieri Trenord ha annunciato che da oggi inizierà la vendita dei titoli di viaggio calcolati col nuovo sistema. Si parte dagli abbonamenti settimanali, mensili e annuali, compresi quelli agevolati per gli under 26 e per gli over 65. Per acquistare questi abbonamenti è necessario avere una tessera elettronica a scelta tra quella ferroviaria denominata “Io Viaggio” e quella Atm. Chi ne sia sprovvisto può richiederle sul sito internet di Trenord o ai “MyLink Point” di Cadorna e Porta Garibaldi e viaggiare, solo a settembre, con una tessera provvisoria. 

Dal primo settembre Trenord concluderà la transizione dal vecchio al nuovo sistema iniziando la vendita di biglietti singoli, giornalieri, trigiornalieri e carnet calcolati, di nuovo, col nuovo sistema. Solo per settembre resteranno in vigore anche i vecchi titoli di viaggio, compresi quelli validi per spostarsi solo a bordo dei treni Trenord, quindi senza integrazione con bus e metropolitane. Tutto pacifico? Non ancora. Sempre ieri l’assemblea dell’Agenzia del trasporto pubblico locale (l’ente al quale fa capo la riorganizzazione tariffaria) ha deciso che l’adesione della Regione Lombardia e, quindi di Trenord, al sistema integrato non può essere accettata così come proposta dalla Regione ma occorre aprire un confronto su tre punti al momento conflittuali.

Il primo coincide proprio con l’abolizione immediata dei titoli di viaggio validi solo per i treni regionali, un’abolizione che su alcune tratte provoca rincari anche del 40% a fronte di un sistema che vorrebbe invece per rendere più conveniente l’uso del trasporto pubblico. Come già riportato, l’effetto rincaro è dovuto al fatto che anche i pendolari che usano solo il treno saranno costretti a comprare titoli di viaggio integrati con bus e metropolitane benché non ne abbiano necessità. E questi titoli, ovviamente, costano di più. Da qui la richiesta avanzata dall’Agenzia e dal Comune di Milano alla Regione: lasciare in vigore in questa prima fase gli abbonamenti “Trenocittà”. Il secondo punto ad oggi divisivo è relativo alla ripartizione degli introiti aggiuntivi generati dalla riforma: la Regione stima che a Trenord vadano tra gli 8 e i 10 milioni di euro dei 43 complessivi. Troppi secondo l’Agenzia. Terzo nodo da risolvere: le compensazioni economiche ai pendolari costretti a comprare titoli integrati anche se viaggiano solo in treno.

giambattista.anastasio@ilgiorno.net