Gaggiano (Milano), 3 marzo 2018 - La tragedia di Pioltello, l’incidente ferroviario che è costato la vita a tre persone e il ferimento di altre decine è ancora fresco nelle menti e nel cuore di tutti coloro che, ogni giorno, utilizzano la ferrovia per i loro spostamenti. Così, ieri mattina, quando nelle ultime carrozze del treno regionale ‘10508’ della tratta Alessandria-Mortara-Milano una coltre di fumo bianco ha invaso i vagoni e un acre odore di bruciato si è diffuso nell’aria, il panico è diventato quasi palpabile. «Fermate il treno», hanno gridato alcuni passeggieri mentre altri, senza pensarci due volte, hanno azionato il freno di emergenza. «Non riuscivamo a respirare – hanno detto i viaggiatori una volta scesi dalle carrozze - non riuscivamo nemmeno ad abbassare i finestrini». Il treno ha interrotto bruscamente la sua corsa in aperta campagna, a pochi metri da Gaggiano, tra il territorio abbiatense e l’inizio della cintura metropolitana. I pendolari sono scesi. Al freddo, sotto qualche fiocco di neve, hanno aspettato di conoscere cosa fosse successo. Dopo circa 45 minuti, il personale in servizio sul treno è riuscito a risolvere il guasto – un problema ad un freno delle carrozze centrali - i viaggiatori sono risaliti in carrozza e il treno è partito alla volta di Milano Porta Genova dove ha terminato la corsa.

Ovviamente, l’episodio ha causato dei ritardi a catena: due treni, oltre al regionale partito da Mortara alle 7.22., i treni che hanno dovuto arrestare la corsa per permettere le operazioni di intervento. Una volta lanciato l’allarme, sul posto sono giunte ambulanze, i carabinieri e i poliziotti della polfer; ma al momento del fatto nessuno ha fatto ricorso alle cure dei paramedici. In molti lo hanno fatto in un secondo momento. Dopo aver respirato quell’acre odore che ha intriso i vestiti e li ha accompagnati per tutta la giornata. Qualcuno si è presentato nei pronto soccorso milanesi per controlli. «Recarsi all’ospedale significa lasciare traccia di quello che siamo costretti a subire per recarci al lavoro», spiegano i pendolari, i protagonisti di quelli che molti chiamano «i viaggi della speranza». 

Tanti i problemi subiti negli anni: ritardi, carrozze vecchie e malfunzionanti  sono al centro delle segnalazioni di comitati e associazioni che attraverso lettere e manifestazioni continuano a chiedere attenzione. Ma i progressi sono minimi e lenti. Secondo Trenord, ieri, il disagio c’è stato indubbiamente, ma i piani sicurezza hanno funzionato: «L’intervento è stato tempestivo ed efficace- spiegano dalla società- il guasto è stato riparato in 45 minuti e i passeggeri sono stati fatti risalire in sicurezza sullo stesso treno dal personale. I mezzi di soccorso intervenuti sul posto hanno fatto rientro alle loro sedi senza trasportare nessuno».