L'incidente ferroviario di Pioltello
L'incidente ferroviario di Pioltello

Milano, 17 febbraio 2018 - «Il treno sta andando fuori strada, è deragliato. Siamo più o meno a Pioltello, il treno è spezzato a metà». Sono le 6.57 del 25 gennaio quando al 112, il numero unico di emergenza, arriva la prima telefonata con richiesta di aiuto dai passeggeri del treno 10452 partito da Cremona e diretto a Milano che è appena deragliato a Pioltello. I soccorsi, però, sono arrivati solo alle 7.20, una ventina di minuti dopo, come dimostra la sequenza di telefonate trasmesse da un servizio Rai. Forse c’è stato qualche disguido sulla localizzazione dell’incidente, perché un operatore spiega a chi telefona alle 7.15 che «il problema è che adesso li abbiamo mandati in un posto e adesso sembra che è sbagliato quindi li stiamo mandando da un’altra parte».

Il primo mezzo di soccorso, precisa l’Azienda regionale emergenza urgenza (Areu), «è arrivato sul posto alle 7.21». «Il sito non era immediatamente accessibile - si legge in una nota - per cui i soccorsi hanno dovuto attendere la creazione di un varco da parte dei Vigili del fuoco». Momenti drammatici, ricostruiti attraverso le telefonate finite nel fascicolo d’inchiesta del procuratore aggiunto Tiziana Siciliano e dei pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti. Si sente una voce femminile in sottofondo gridare, più volte, «aiuto». «Ci sono feriti?», chiede l’operatore. Il passeggero al telefono, appena dopo le 7, risponde che «purtroppo c’è una persona che probabilmente è morta». Voci concitate, rumori, panico sulle carrozze. «Fermate tutto, fermate il mondo - urla un altro pendolare - se arriva giù un treno a manetta qua ci distrugge. Fermate i treni in arrivo!». A un passeggero che chiama alle 7.06 dicendo che «sono tre carrozze e una addirittura è accartocciata su un palo tutta schiacciata» un’operatrice spiega che «stanno arrivando tutti i mezzi di soccorso in codice rosso. Sono già partiti da qualche minuto». Un altro passeggero telefona alle 7.15, dicendo che non è ancora arrivato nessuno. Poco dopo le 7.20 è un altro operatore ad assicurare che «le ambulanze sono già ferme sia a Pioltello che a Segrate e stanno cercando di raggiungervi i soccorritori». Una ventina di minuti d’attesa per i passeggeri. Poi sono partite le complesse operazioni di soccorso. Alla fine il bilancio dell’incidente ferroviario, uno dei più gravi avvenuti in Lombardia, sarà di tre donne morte e 46 feriti.

Mentre a Pioltello ieri sono partiti i lavori per ripristinare i binari, sul fronte delle indagini, l’altroieri si è tenuto un vertice fra i consulenti nominati dalla Procura, per pianificare i prossimi passaggi degli accertamenti nell’ambito dell’inchiesta che vede indagate otto persone (due manager e quattro tecnici di Rfi e due manager di Trenord) e le due società. Le prime indagini confermano l’ipotesi iniziale di carenze nella manutenzione della rotaia e in particolare nel cosiddetto “punto zero” dove si è staccato un pezzo di metallo di 23 centimetri e il convoglio è uscito dal binario. «Abbiamo sentito uno schianto in quel punto», hanno raccontato agli investigatori alcuni passeggeri del terzo vagone, il primo a deragliare.