Treno deragliato a Pioltello
Treno deragliato a Pioltello

Milano, 26 febbraio 2018 - Sono una ventina, al momento, le richieste di essere parte civile presentate dai passeggeri, feriti e non, a bordo del treno che partito da Cremona è deragliato all'alba dello scorso 25 gennaio vicino a Pioltello, alle porte di Milano, incidente nel quale hanno perso la vita tre donne. Ma di queste richiesa, alcune rischiano di non andare a buon fine.

Da quanto è stato segnalato per i pm Maura Ripamonti e Leonardo Lesti, che coordinano le indagini assieme al procuratore aggiunto Tiziana Siciliano, alcune delle istanze, in particolare quelle di cinque viaggiatori che hanno conferito direttamente il mandato al Codacons, rischiano di non vedere accolta la propria domanda in quanto non sarebbe regolare e quindi di non far valere i propri diritti. E questo perché a parere degli inquirenti dovrebbero nominare un proprio avvocato per poter chiedere di essere risarciti per i danni subìti e non dare l'incarico, via modulo pre-stampato, eleggendo domicilio presso l'ufficio legale nazionale dell'associazione dei consumatori. Il Codacons, invece, può costituirsi in proprio.

Intanto proseguono gli accertamenti tecnici su tutto quanto sequestrato e custodito in un apposito hangar di Fs, con i consulenti delle parti che stanno analizzando pezzo per pezzo per capire le cause dell'incidente ferroviario: uno dei punti certi è che il segmento di ferro di 23 centimetri è saltato dalla rotaia nel momento in cui è passato il treno che viaggiava a circa 140 chilometri all'ora, velocità ritenuta corretta. Inoltre stanno per essere ultimati i lavori, autorizzati dalla Procura lo scorso 9 febbraio, sulla tratta ferroviaria interessata dall'incidente. Nell'inchiesta sono indagate otto persone (due manager e quattro tecnici di Rfi, due manager di Trenord) e le due società.