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21 lug 2022

Tredici anni da precaria "Ai concorsi ho detto stop: non premiano il merito"

21 lug 2022
simona ballatore
Cronaca

di Simona Ballatore

"Basta, ho deciso: non perdo più tempo e non mi faccio più prendere per i fondelli". Così la professoressa Laura Rusconi ai concorsi per la stabilizzazione ha detto "stop". È la prima donna laureata in Informatica a Milano, col 110 e lode, è stata manager, ha lavorato per 23 anni in azienda e insegna da 13 anni Informatica. Da precaria.

L’ultimo concorso?

"Nell’ottobre del 2020. Poi ho deciso io di non partecipare più, non mi sono presentata neppure al concorso Stem perché ero rimasta schifata".

Perché?

"Puoi giudicare in tre ore e cinque domande aperte la mia preparazione? Il mio modo di rapportarmi agli studenti? La mia capacità di fare parallelismi? In più in una materia che è complessa come l’Informatica, che da sola ne raggruppa cinque, da Sistemi e reti a Tecnologie e architetture del computer, dobbiamo insegnare a sviluppare applicativi software... Ho risposto a tutto, anche se non siamo tuttologi. Da insegnanti sappiamo che la correzione, a maggior ragione nelle risposte aperte, ha anche una componente personale. Un tema che per me vale 5, per un’altra persona può valere 7. Neanche mi hanno segnato gli errori!".

Ha fatto ricorso?

"Altra beffa. Mi hanno detto dal sindacato che lo puoi fare per vizi formali, per la parte burocratica, e non nel contenuto. Perché “non si entra nel merito della valutazione“. Una buffonata. Tra Milano e provincia eravamo iscritti in 200, c’erano molte più cattedre vuote rispetto ai candidati e hanno superato la prova la metà. Sono rimasti fuori colleghi preparatissimi, con esperienze anche all’estero e un background solidissimo, che hanno scritto libri e hanno dottorati di ricerca. Perché?".

E ogni anno ci si lamenta che mancano professori in Lombardia...

"Non mancano. Ma ci vogliono precari, così costiamo di meno. Anche perché a settembre le chiamate arrivano sempre, in emergenza, per coprire le cattedre. Nonostante gli stipendi bassissimi io ho scelto la scuola, ma siamo stufi di questo trattamento: è un gioco al risparmio e non si guarda la meritocrazia".

È ancora una scuola basata sul precariato?

"E sul volontariato dei precari. Quest’anno mi hanno chiamata dopo una settimana dalla prima campanella e mi hanno anche dato il coordinamento di una classe e la segreteria del coordinamento di un’altra. Non mi sono tirata indietro, per rispetto del preside, degli alunni e della scuola. Ma ai precari si scarica sempre tutto".

E l’anno prossimo dove sarà?

"Lo deciderà l’algoritmo, una intelligenza artificiale. Con le graduatorie dei supplenti online la situazione è leggermente migliorata, chiamano prima, ma l’algoritmo dovrebbe essere pubblico, non può restare segreto. Lagrange, Galvani, Zappa, le ho girate tutte. Ma così non si garantisce la continuità agli studenti".

Quale potrebbe essere, secondo lei, un metodo per valutare gli insegnanti?

"Dare un argomento e chiedere di preparare una lezione, come faccio ogni volta da 13 anni quando entro in classe. Non si può mettere un posto di lavoro in balìa di prove così poco obiettive. I concorsi, per come sono fatti, non rispettano la reale preparazione della persona e del professionista. Stabilizziamo, stabilizziamo. E poi siamo ancora col 50% del consiglio di classe precario".

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