Trasporto pubblico
Trasporto pubblico

Milano, 5 dicembre 2019 - Un esposto al ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie: sarà questa la prima tappa della battaglia contro la norma che ridimensiona il peso di Milano all’interno dell’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale, una norma inserita nella nuova legge di Semplificazione approvata dalla Regione Lombardia solo una settimana fa. L’esposto sarà inviato al ministero non appena la legge sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale e a presentarlo sarà Pietro Bussolati, consigliere regionale del Pd. A lui potrebbero presto aggiungersi altri consiglieri del gruppo dei Democratici. 

Anche in Comune si stanno studiando le carte per capire se e come fare ricorso contro la legge lombarda, come hanno lasciato intedere già martedì scorso il sindaco Giuseppe Sala e Marco Granelli, assessore alla Mobilità, prima e dopo il voto dell’aula del Pirellone. Nel frattempo, ecco l’iniziativa di Bussolati. Evidente la volontà del Pd di fare asse lungo tutti i livelli istituzionali: quello comunale, dove il Pd è il primo partito di maggioranza, quello regionale, dove il Pd è all’opposizione, e quello governativo, visto che il ministero per gli Affari Regionali e le Autonomie è attualmente retto proprio da un Democratico: Francesco Boccia. La tesi dell’esposto è la seguente: la norma relativa alla riorganizzazione della governance delle Agenzie del Trasporto Pubblico Locale va impugnata e rigettata perché toglie agli enti locali la possibilità di controllare e gestire il servizio che offrono e lede il principio in base al quale le quote di rappresentanza all’interno delle Agenzie debbano essere ponderate sulla base della quantità di servizio effettivamente offerto dai vari soci. 

Detto altrimenti: Palazzo Marino e Atm gestiscono una parte maggioritaria del trasporto pubblico locale all’interno dell’area sulla quale è competente l’Agenzia di Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia. E fino alla contestata modifica il Comune di Milano e la Città Metropolitana di Milano detenevano, in totale, il 62,2% delle quote dell’Agenzia stessa. Per effetto della legge regionale, invece, Comune e Città Metropolitana non potranno detenere, in totale, più del 50% dell’Agenzia. 

A volere la svolta è stata la Lega, convinta che la posizione dominante nella quale si è trovato fino ad oggi Giuseppe Sala, nella doppia veste di sindaco di Milano e sindaco della Città Metropolitana, non sia aderente allo spirito della legge con la quale la stessa Regione, nel 2006, ha istituito le Agenzie del Trasporto Pubblico Locale. Allora la legge Delrio, quella che ha creato le Città Metropolitane e i “supersindaci“, era ancora di là da venire. L’altro obiettivo dichiarato dal Carroccio è quello di dare voce ai piccoli Comuni, ai quali andrà una parte delle quote prima in capo a Milano.

Da qui l’emendamento alla legge di Semplificazione, la protesta di Sala e Granelli da Palazzo Marino, quella del Pd lombardo e, infine, l’esposto di Bussolati, che spiega: «La Lega ha compiuto un vero e proprio blitz facendo approvare prima in commissione e poi in Consiglio regionale un provvedimento che va a togliere competenze e poteri agli enti locali e complica il lavoro delle Agenzie del trasporto pubblico. Un provvedimento – prosegue Bussolati – che non nasce dalla volontà di migliorare il funzionamento delle Agenzie ma solo dalla volontà di colpire il Comune di Milano andando a ledere il principio che chi fa un servizio deve poterlo controllare e gestire. Questo è il neocentralismo lombardo portato avanti dal presidente Attilio Fontana e dai suoi assessori, qualcosa di molto diverso dalla sana autonomia. L’esposto vuole essere anche un richiamo per tutelare la collaborazione tra le istituzioni nell’interesse della collettività».

mail giambattista.anastasio@ilgiorno.net