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1 ago 2022

Nasce con una malattia rara, lo salva il trapianto: Gabry Little Hero torna a vivere

Mamma e papà mostrano i progressi del piccolo nato con una malattia rara e salvato da un donatore sconosciuto. "Gli scriveremo"

1 ago 2022
marianna vazzana
Cronaca

Se incroci lo sguardo di questo bambino e nel frattempo ti picchietti la guancia con l’indice, lui si avvicina per darti un bacio. Capisce tutto anche se pronuncia poche parole e, per sentire, ha un impianto cocleare. Ti raggiunge strisciando seduto sul pavimento perché (ancora) non cammina. E pensi di essere di fronte a un miracolo guardando quegli occhi azzurri da furbetto che tre anni fa non erano così pieni di luce. Ha rischiato di non farcela Gabriele, 5 anni a settembre, residente a Niguarda, ribattezzato “Gabry little hero“. Significa piccolo eroe, che è anche il nome della pagina Facebook creata nella primavera del 2019 (e oggi seguita da oltre 18mila persone) da papà Cristiano Costanzo e mamma Filomena Rinaldi perché cercavano disperatamente un donatore di midollo per il loro piccolo, l’unico bimbo italiano nato con la rara malattia genetica della Sifd (Anemia sideroblastica con immunodeficienza delle cellule B, febbri periodiche e ritardo dello sviluppo). La sola speranza di salvezza era il trapianto di midollo. Ma né loro e né Benedetta, la sorellina gemella di Gabry, erano compatibili. Così mamma e papà hanno lanciato una campagna di sensibilizzazione via web per spronare le persone a iscriversi nel registro donatori, sperando che “l’angelo“ prima o poi saltasse fuori. "La compatibilità è di una persona su 100mila", spiega papà Cristiano. E il donatore, sconosciuto, è spuntato nell’autunno del 2019. Il 12 novembre di quell’anno si è compiuto il miracolo agli Spedali Civili di Brescia: trapianto delle cellule staminali emopoietiche. "Una semplice infusione di sangue. Gabry giocava mentre riceveva quella linfa", continua il papà. "Del donatore sappiamo solo che ha 22 anni e che vive in Turchia. Lui stesso non sa di aver salvato la vita al nostro bambino – continua Filomena – e noi non abbiamo alcun contatto. Così deve essere, questa ...

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