Carabinieri tutela ambiente a lavoro
Carabinieri tutela ambiente a lavoro

Milano, 5 giugno 2019 - La cifra dei profitti incassati illecitamente con il traffico di rifiuti ammonta a oltre un milione di euro. Le indagini coordinate dai pm Donata Costa e Silvia Bonardi hanno portato a venti arresti (12 in carcere e 8 ai domiciliari). Un’indagine che è la prosecuzione di un’altra che a febbraio aveva portato a 15 arresti e che era partita dall’incendio del deposito rifiuti di via Chiasserini del 14 ottobre 2018. Per il gip che ha firmato le ordinanze nell’inchiesta sul maxi traffico illecito di rifiuti, «appare stupefacente che anche dopo l’esecuzione della prima ordinanza» nell’ambito della prima tranche dell’inchiesta con 15 arresti a febbraio (in carcere era finito Massimo Sanfilippo), gli altri indagati «abbiano continuato a delinquere, trasportando per l’Italia e scaricando abusivamente in capannoni dismessi grossi quantitativi di rifiuti senza alcuna autorizzazione e, soprattutto, senza alcuna preoccupazione per la salute pubblica». Per il giudice gli attori di questa vicenda erano «totalmente accecati dalla prospettiva di realizzare in tempi molto ristretti grandi guadagni, che lo smaltimento dei rifiuti con modalità illecite garantisce con rischi penali tutto sommato contenuti, che evidentemente i trafficanti ritengono comunque vantaggioso correre».

Tra le tante telefonate intercettate e riportate nell’ordinanza Maurizio Assanelli, titolare di una azienda di trasporti diceva: «Questo sarebbe un bel capannone da riempire (...) è da riempire di rifiuti». E quando arrivano i carabinieri a controllare Assanelli dice: «Mi è andata di culo perché sono venuti i carabinieri, boh devono essere entrati da dietro.... ma che culo sono due che non capiscono un cazzo.. vai vai manda via il camion che tanto...».

E ancora, parlando con il fratello: «Figa ragazzi non mi sembra neanche vero, se viaggio prendo 18-20mila euro a settimana». Sette in totale le discariche abusive individuate e sequestrate nelle due tranche di indagini, tra cui una anche a Cornaredo, nel Milanese, che faceva capo alla Winsystem di Sanfilippo. Una società che, secondo i magistrati è stata utilizzata come centro di smistamento di rifiuti in realtà diretti altrove.

«Siamo ancora qui a parlare di rifiuti, un serio problema che deve essere affrontato sotto diversi profili. Abbiamo avuto modo di constatare che ci sono società con titolo autorizzativo, assolutamente inefficace per l’assenza delle garanzie fideiussorie obbligatorie», commenta Alessandra Dolci, a capo della Direzione distrettuale antimafia, che ha sottolineato come, oltre alla quesitone del surplus produttivo esista anche un problema sanzionatorio. «Il sistema sanzionatorio è inadeguato: la condanna per questo tipo di reato va da uno a sei anni di reclusione. Sono stati gli indagati stessi a dichiarare che partecipare a questo tipo di traffici conviene perché si rischia pochissimo sotto il profilo penale e i guadagni sono superiori a quelli del traffico di sostanze stupefacenti», ha detto.