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13 mag 2022

"Tradita da Milano, soldi agli orfani di Bucha"

Truffa da 4 milioni di euro, due chirurghi alla sbarra. La vittima è volata da Kiev per testimoniare: mi hanno fatto credere di essere malata

diandrea gianni
Cronaca
La pagina del Giorno con l’articolo sulla presunta truffa subita dalla donna che ha fatto fortuna importando in Ucraina prodotti di lusso made in Italy
La pagina del Giorno con l’articolo sulla presunta truffa subita dalla donna che ha fatto fortuna importando in Ucraina prodotti di lusso made in Italy
La pagina del Giorno con l’articolo sulla presunta truffa subita dalla donna che ha fatto fortuna importando in Ucraina prodotti di lusso made in Italy

 

di Andrea Gianni

"Ho scelto di curarmi a Milano perché lo consideravo un polo d’eccellenza a livello internazionale nel campo della medicina. L’esperienza che ho vissuto ha lasciato un trauma indelebile: devolverò un eventuale risarcimento ai bimbi rimasti orfani per colpa della guerra, attraverso la mia fondazione che sostiene 50 orfanotrofi anche nella zona di Bucha". Oksana, l’imprenditrice ucraina 61enne vittima di una presunta truffa a Milano, si è sfogata fuori dall’aula del Tribunale dove ieri si è celebrata l’udienza del processo a carico dei due medici imputati, il chirurgo plastico M. P. e il marito S. G. La donna, che ha fatto fortuna in Ucraina grazie al real estate e al commercio di abbigliamento di lusso made in Italy, è volata da Kiev a Milano apposta per testimoniare nel processo sfidando le difficoltà negli spostamenti dovute alla guerra. E in aula ha ricostruito un "incubo" iniziato nel 2016, quando attraverso alcuni conoscenti è venuta a contatto con P., con studio in corso Buenos Aires. "Mi avevano detto che aveva visitato anche Madonna – ha spiegato al giudice – che lavorava con politici di alto livello e vip di tutto il mondo". Secondo le accuse, formulate dal pm Maria Letizia Mocciaro, i due professionisti avevano fatto credere alla donna di essere affetta da sclerodermia - e con il sangue avvelenato dall’arsenico - spingendola a versare, in tutto, quasi quattro milioni di euro dal 2016 al 2018 per farmaci venduti "a costi esorbitanti" e trattamenti “fantasma“ per una malattia che in realtà non c’era. "Quando non avevo i soldi pagavo con gioielli e pellicce – ha spiegato l’imprenditrice in aula – P. chiedeva sempre soldi, diceva che il marito era arrabbiato e che per colpa mia stava rischiando la casa". Una parte dei soldi venivano anche consegnati in contanti. Mezzo milione di euro a Cannes, un altro “tesoro“ in banconote dopo un incontro a Kiev. "P. diceva che non aveva problemi a portarli fuori dall’Ucraina in quanto in possesso di un passaporto diplomatico". Soldi versati per medicinali chiamati “Dna webs“, che avrebbero dovuto essere basati sul Dna della paziente, realizzati secondo le accuse con un cocktail di "prodotti acquistatati in farmacia" come "collagene, ialuronico, vitamine, minerali e antiossidanti". E anche i trattamenti sono avvolti nel mistero.

"Per più di venti volte sono venuta a Milano – ha raccontato la donna, assistita dall’avvocato Piero Porciani – e sono rimasta sedata e addormentata per più di sette ore, senza avere effetti evidenti sul mio corpo". Il chirurgo plastico parlava, ha riferito il medico legale Maria Chiara Lavorato, che ha eseguito gli accertamenti per conto della parte civile, di "aghi ultrasottili che non lasciano segni". Oksana "dopo aver acquisito la notizia di essere malata cronica è entrata nel ruolo della malata cronica", lasciandosi suggestionare fino a sostenere "costi esorbitanti, fuori da ogni tariffario nazionale". La prossima udienza è stata fissata per il 19 maggio. Il 26 maggio, invece, parleranno in aula i due imputati che, difesi dall’avvocato Marco Sizzi, respingono le accuse.

 

 

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