Torneo mondiale videogame
Torneo mondiale videogame

Milano, 19 maggio 2019 - Arrivano da tutto il mondo e sono professionisti, vivono di questo, sono seguiti da mental coach, psicologi, dietologi, personal trainer e hanno sponsor e finanziatori alle spalle. Sono i finalisti della Tom Clancy’s Rainbow Six Pro League: lo sport si fa virtuale, le cifre no: in palio 275mila dollari. Oggi al Palazzo del ghiaccio di Milano saranno decretati i vincitori. Mille spettatori stanno seguendo la nona edizione della competizione, da record: «In soli tre giorni abbiamo esaurito i biglietti», spiega Andrea Patrone, group brand manager Ubisoft. Otto squadre, nel mosaico della due giorni, due per continente: dopo mesi di qualifiche a emergere sono stati i nordamericani Evil Geniuses e DarkZero, i sudamericani Immortals e FaZe Clan, gli europei LeStream e Team Empire, gli asiatici PET Nora-Rengo e i Fnatic che rappresenteranno l’Oceania. «Arrivati a questo punto le differenze tra i giocatori sono minime: è tutta questione di concentrazione mentale e spirito di squadra», spiega Patrone. Rainbow Six è un videogame sparatutto dell’azienda francese Ubisoft, una partita può durare dai 9 ai 45 minuti nei quali le due squadre di 5 giocatori si scontrano alternandosi tra attacco e difesa.

«L’esport, termine con cui si indica tutta la sfera torneistica dei videogiochi, è ormai un fenomeno universalmente riconosciuto – entra nel dettaglio Patrone – a livello globale si parla di una crescita esponenziale dei guadagni che aumenteranno fino a superare un miliardo di dollari entro fine anno. Gli oltre 395 milioni fan attuali saliranno a 454 milioni nei prossimi mesi». Anche l’Italia rispetta il trend registrando oltre un milione di utenti sui 40 nel mondo: «È un mercato in evoluzione, per questo abbiamo scelto l’Italia e stiamo seguendo i player organizzando competizioni».

La finale è seguita da tutto il mondo grazie al live streaming, in ben 14 lingue. Come per gli eventi sportivi ogni match ha due commentatori, tra questi Edoardo Cianciosi: «Bisogna conoscere le dinamiche e trasmettere emozioni al pubblico. Ho iniziato come giocatore poi mi è capitata questa opportunità e l’ho colta al volo». Tra i professionisti l’australiano Matthew Mcherry: «Milano è fantastica, questo evento è pazzesco». Gli australiani hanno avuto la meglio sui giapponesi con i quali però condividono la stessa opinione: «Il cibo qui è veramente buono», conferma Ryuki Matsuoka. Tristan Veivolo è arrivato da Lucca per tifare il Team Empire: «Avere un evento così in Italia è una rarità». Il 18enne Andrea Spazzacatene è partito da Torino: «Impossibile staccare gli occhi dallo schermo». Alle 21.20 il verdetto e l’annuncio della città che ospiterà le prossime finali. Una cosa è certa, sarà in Asia.