In pensione dal 2016 Raffaella, infermiera castanese di 64 anni, ha deciso che non poteva restare a guardare mentre arrivavano notizie che nella casa di riposo dove ha lavorato con tanta passione e dedizione per decenni c’è una situazione d’emergenza, dovuta al fatto che molti suoi ex colleghi sono a casa, perché positivi al Covid. Non ci ha pensato a lungo e si è presentata alla Rsa chiedendo di poter riprendere il servizio, senza alcun onere per la struttura. Al mattino arriva alle 8. Passa le scarpe sui tappetini disinfettanti...

In pensione dal 2016 Raffaella, infermiera castanese di 64 anni, ha deciso che non poteva restare a guardare mentre arrivavano notizie che nella casa di riposo dove ha lavorato con tanta passione e dedizione per decenni c’è una situazione d’emergenza, dovuta al fatto che molti suoi ex colleghi sono a casa, perché positivi al Covid. Non ci ha pensato a lungo e si è presentata alla Rsa chiedendo di poter riprendere il servizio, senza alcun onere per la struttura. Al mattino arriva alle 8. Passa le scarpe sui tappetini disinfettanti lasciati all’ingresso della struttura (che è aperta solo al personale mentre le visite dei parenti sono sospese ormai da un un mese). Indossa la mascherina, i guanti, il camice e ogni altro tipo di dispositivo di protezione e subito raggiunge le stanze dove ci sono gli ospiti, che aiuta a sistemarsi nel letto, li accudisce, li imbocca all’ora di pranzo e di cena. Alle 20 toglie i dispositivi e torna a casa. Non vuole parlare della sua scelta. Ma è certo che se gli si chiede una motivazione per quello che ha deciso di fare risponderà dicendo "che non sta facendo nulla di particolare e speciale".

In pratica, dopo un breve riposo, ha solo decidere di tornare a condividere la vita di quella che è stata per decenni la sua “seconda casa, che non ha mai smesso di amare. "Quando ho conosciuto Raffaella, iniziando a lavorare proprio alla Rsa ‘San Giuseppe - Opera don Guanella’ di Castano, ormai vent’anni fa, ho capito, subito, che era una tipa tosta - ha scritto, raccontando questa storie di immenso amore Diego Colombo, uno dei suoi colleghi -. Una donna dalla volontà incrollabile. Ora, dopo aver saputo di tanti del personale, purtroppo, a casa, positivi al Coronavirus, si è offerta di rientrare in servizio per aiutarci. Rifiutando qualunque compenso economico. Svolge qualsiasi mansione con solerzia e competenza, galoppando instancabilmente per il reparto, rischiando come tutti noi la salute ogni giorno. Entra alle 8 e va a casa alle 20. A 64 anni. Nella foto sta imboccando sua madre Rina, da anni degente presso la nostra casa di riposo. È grazie alle persone come lei che questo mondo sgangherato sta ancora in piedi". Anche il sindaco Giuseppe Pignatiello, nel rilanciare la notizia, ha voluto esternare il proprio ringraziamento agli operatori delle due case di riposo della città, la Don Guanella e la Fondazione Colleoni, che in tutti questi mesi della pandemia sono riusciti a tutelare la salute degli ospiti, riducendo al minimo i contagi. "A Raffaella, a Diego, a tutti gli eroi di ogni giorno che stanno combattendo contro il Coronavirus, a tutti loro io rendo doveroso omaggio e gratitudine. A tutti loro, il più sincero e infinito grazie".