Milano, 8 febbraio 2017 - «Vogliamo accertare le responsabilità, capire quali erano le condizioni del guard rail. Se fosse stato conforme, avrebbe dovuto attutire l’impatto dell’auto e proteggere mia sorella. Invece pare che un pezzo di ferro si sia conficcato sul fianco destro, entrando dal finestrino del lato passeggero. Potremo averne la certezza solo dopo l’autopsia (prevista per oggi, ndr) ma ci sono tanti punti oscuri da chiarire». Parla Roberto Mangano, fratello di Tiziana, la trentenne che lo scorso 3 febbraio è deceduta dopo essersi schiantata con la sua Cinquecento contro la barriera che delimita la carreggiata del raccordo dell’Autostrada del Sole, a poche centinaia di metri dall’uscita di piazza Mistral. Una fine tragica come quella della cugina Lorena, morta in Sicilia lo scorso giugno a 28 anni anche lei dopo un incidente stradale. Famiglia distrutta. Famiglia che ora vuole vederci chiaro, e che per questo ha nominato l’avvocato Daniela Biella. Il pezzo di guard rail potrebbe finire sotto sequestro. «Come l’auto di Tiziana e il telefonino», spiega il fratello. Punti oscuri, si diceva. Il primo riguarda il guard rail: a novembre un altro incidente ne aveva intaccato pesantemente la struttura. «Non solo: dopo la tragedia di mia sorella, c’è stato un altro incidente, meno grave», rivela Roberto Mangano. Ci si domanda anche come mai l’air bag non si sia aperto. Quanto al telefono, «al momento è sotto sequestro e verrà analizzato, ma mia sorella era solita usare il vivavoce e nessuno dei suoi amici, a quanto ci risulta, era in contatto con lei in quel momento».

Ieri il traffico è stato deviato lontano da quel punto maledetto. Chiuso il tratto, «si è scatenato il delirio nelle ore di punta», lo sfogo di un cittadino del quartiere, con code chilometriche immortalate e postate su Facebook. Il Comune è corso subito ai ripari, annunciando che il raccordo autostradale tra la tangenziale Est e piazzale Corvetto riaprirà nei prossimi giorni: « A seguito di un sopralluogo dei tecnici è stata decisa la realizzazione di un corridoio a due corsie con il posizionamento di file di barriere in cemento (new jersey) lungo 300-400 metri». Il raccordo necessita di lavori «che, seppure eseguiti con somma urgenza, richiederanno diverse settimane. Prioritaria la messa in sicurezza del guard rail danneggiato dopo i più recenti incidenti». Ma l’assessore alla Mobilità Marco Granelli evidenzia che «ancora più importante per la sicurezza è il rispetto dei limiti indicati dalla segnaletica», 70 chilometri orari. Per questo è allo studio anche l’installazione di autovelox.