Gli scontri fra ultras e Daniele Belardinelli
Gli scontri fra ultras e Daniele Belardinelli

Milano, 8 febbraio 2019 - Il gip di Milano Guido Salvini ha accolto la richiesta della Procura di processare col rito immediato i primi 6 arrestati nell'ambito dell'indagine sulla morte del tifoso Daniele Belardinelli, investito da un'auto prima della partita Inter-Napoli del 26 dicembre scorso. Ha quindi ritenuto presenti i requisiti previsti dalla legge, tra cui quello dell'"evidenza della prova", perché si possa procedere con questo rito.

L'accusa principale a carico dei tifosi è quella di rissa aggravata. Il processo dovrebbe aprirsi il 3 aprile, ma, stando a quanto si è appreso, i legali degli imputati hanno intenzione di chiedere dei riti alternativi, in particolare il rito abbreviato che prevede lo sconto di un terzo della pena. Una scelta che permetterebbe, oltre a un eventuale sconto della pena, anche di ridurre i tempi prima di arrivare a una sentenza. Tra le possibilità aperte in linea teorica c'è anche quelle di proporre un'istanza di patteggiamento, che dovrebbe poi essere valutata da Procura e gip. La richiesta di rito immediata formulata dai pm Rosaria Stagnaro e Michela Bordieri e accolta dal gip riguarda anche Marco Piovella detto 'il Rosso', uno dei capi della curva nerazzurra, e il fondatore dei 'Viking' interisti Nino Ciccarelli.

Il decreto di giudizio immediato, in particolare, riguarda i tre ultras interisti Luca Da Ros, Francesco Baj e Simone Tira che vennero arrestati il 28 dicembre, due giorni dopo la guerriglia in via Novara. E poi ancora Piovella che finì in carcere il 31 dicembre, anche a seguito delle dichiarazioni davanti al gip di Da Ros, che ha collaborato poi anche coi pm ed è stato scarcerato, ottenendo i domiciliari. Sempre grazie ai verbali di Da Ros, oltre che alle immagini acquisite dalla Digos, è finito in carcere, lo scorso 17 gennaio, anche Ciccarelli assieme all'ultrà del gruppo di estrema destra 'Blood and Honor' della curva varesina Alessandro Martinoli.

Per tutti e sei gli arrestati le imputazioni del processo sono di rissa aggravata dalla morte del tifoso Daniele Belardinelli, lesioni nei confronti di quattro ultras napoletani e lancio di oggetti pericolosi. E per Ciccarelli c'è anche la violazione di un Daspo. I sei imputati, tra l'altro, sono anche accusati, così come tutti gli oltre 30 indagati nell'inchiesta, di omicidio volontario (accusa che non fa parte, però, di questo processo). Sul fronte dell'investimento di Belardinelli da parte di una o due auto degli ultras napoletani, infatti, le indagini sono ancora in corso.

Il giudice nel decreto chiarisce che "risultano integrate le condizioni cui per legge è subordinato il giudizio immediato" e, in particolare, "la prova" a carico degli imputati «deve considerarsi 'evidente'". Dal decreto, inoltre, risulta, tra le altre cose, che Martinoli, il quale aveva già confessato di aver colpito con una coltellata un ultrà napoletano, nei giorni scorsi è stato di nuovo interrogato dal gip.